Distretto calzaturiero fermano-maceratese al Micam per esserci, tra corridoi vuoti e promesse (IL VIDEO)

Micam, crolla l’ultimo baluardo delle imprese calzaturiere, corridoi vuoti e salone dimezzato. Ma i marchigiani resistono. Prossimi obiettivi, rilanciare l’export

Il coraggio e la capacità di resistere degli imprenditori calzaturieri marchigiani lo si vede al Micam di Milano nei giorni del salone internazionale della calzatura dimezzato per il coronavirus, con i corridoi vuoti. Ci sono però, anche stavolta, le imprese marchigiane e sono 84. Il grosso arriva dal distretto fermano maceratese. In questo contesto difficile, con il valore delle scarpe fermane vendute alll’estero sceso di quasi un terzo (secondo Assocalzaturifici) si fa il punto sull’export con la Camera di Commercio delle Marche nel desk di Confindustria Centro Adriatico. Modera il dibattito il segretario generale dell’ente camerale regionale Fabrizio Schiavoni.

Ancora una volta il Micam è spazio di confronto e analisi fra esperti e operatori per tracciare nuove prospettive di crescita per il comparto della calzatura che progetta il rilancio. Partecipa alla tavola rotonda con i rappresentanti delle associazioni il sottosegretario Alessia Morani.

Presente al Micam, a pochi passi dal desk di Confindustria, tra i padiglioni delle Marche, il leader della Lega Matteo Salvini, letteralmente assediato dai giornalisti

La crisi sanitaria internazionale ha prodotto un quadro economico allarmante e reso incerte prospettive di crescita nel breve periodo. La calzatura, la manifattura, potranno ra­fforzarsi solo se saranno in grado di intercettare asset strategici di sviluppo come l’export.

La Camera di Commercio delle Marche ci ha messo del suo, lo ricorda il vicepresidente Confindustria Centro Adriatico Giampietro Melchiorri pensando alle risorse raddoppiate per la partecipazione al Micam, al bando 2020, soldi spariti in un attimo, all’intervento sul credito insieme a Confidi ma la politica a livello regionale e centrale deve fare di più. A partire dal decreto agosto e dalle agevolazioni solo per il Sud che trascurano una regione operosa, dopo il terremoto, e in piena crisi del distretto calzaturiero.

Questo Micam, primo grande evento fieristico internazionale in presenza dopo il lockdown assume un significato molto forte per un comparto e una regione come le Marche, provata quasi quanto la Lombardia dall’emergenza covid. Per questo Camera Marche è al fianco delle imprese a Milano, insieme a Confindustria e tutto il mondo associativo e con la propria Azienda Speciale per il settore Moda.

Tra le due edizioni di Micam quest’anno il mondo è cambiato. Era da poco cominciata la fase 2, e si prendevano le misure per ricominciare a muoversi fuori casa e nei mercati, quando l’ente camerale ha messo a disposizione 1,2 mln per attrezzare le imprese incentivandole a presentarsi nelle fiere virtuali in modo efficace. Il convegno organizzato dalla Camera di Commercio delle Marche al desk di Confindustria Centro Adriatico dal titolo “Il cambiamento per ripartire, l’export come occasione” è stato un momento per discuterne con il capo economista della Sace, società per azioni del gruppo italiano Cassa Depositi e Prestiti specializzata nel settore assicurativo-finanziario.

Dall’analisi di Ubi Banca e Confindustria Marche l’export dei prodotti tessili ha perso in sei mesi il 28,9%, quello degli articoli d’abbigliamento il 28,7% quello dei prodotti in pelle e simili, scarpe in primis, il 33,8% passando da 829milioni a 548 di valore. Sentiamo allora cosa chiedono le associazioni delle piccole e micro imprese, che sono la colonna portante dell’economia regionale e nazionale.

Il direttore generale di Confindustria Centro Adriatico prima e il presidente dell’ente camerale Gino Sabatini poi fanno il punto dopo il dibattito, in aspettativa di raccontare un’altra storia, a lieto fine nel prossimo Micam a febbraio marzo.

 

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