La settimana di sangue sulla costa

Tre stranieri arrestati e uno denunciato. Le porte del carcere si sono aperte per la ragazza romena che venerdì ha investito un tunisino, per il fidanzato algerino che aveva infierito sul nordafricano a colpi di machete sfigurandolo in volto e per un altro tunisino, pregiudicato, recidivo. All’autorità giudiziaria è stato denunciato l’albanese amico della romena che aveva preso a manganellate il nordafricano ricoverato in codice rosso al Torrette di Ancona. Non è in pericolo di vita, è stato sottoposto a delicati interventi chirurgici di ricostruzione, le sue condizioni sono comunque gravi. È questo il bilancio del venerdì di follia a Lido Tre Archi che conclude al peggio una settimana di violenza inaudita con sei persone aggredite. Tra coltelli, machete, mazze da baseball, siringhe alla gola e un’auto di grossa cilindrata usata come testa d’ariete, Tre Archi è la Sin City del film di Rodriguez, un quartiere senza frontiere dove «se imbocchi il vicolo giusto puoi trovare di tutto!» diceva Mickey Rourke nella pellicola cult del 2005. La prefettura ha convocato seduta stante un comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza chiamando a rapporto il sindaco, il questore e i comandanti di carabinieri e guardia di finanza per ricostruire la vicenda. Le testimonianze erano contraddittorie ma la videosorveglianza ha aiutato a chiarire il quadro e i fatti sono andati così: alle 14 di venerdì in via Moro è arrivata la romena, figlia della badante aggredita lunedì insieme al disabile 76enne. La ragazza è stata avvicinata dai tunisini che l’hanno minacciata e offesa, è salita in macchina e ha chiamato i rinforzi. Sono arrivati il fidanzato algerino con il machete e l’amico albanese con il bastone. L’algerino era stato aggredito dai tunisini mercoledì sera. La rissa ha preso subito una brutta piega. La ragazza è risalita in macchina, ha accelerato, scavalcato due marciapiedi e puntato il gruppo di stranieri sotto il porticato, ha investito un tunisino che, a terra sanguinante è stato raggiunto dall’algerino e dall’albanese. Hanno cercato di finirlo ma quello è riuscito a scappare anche se più morto che vivo. Ha imboccato via Bachelet, dov’è stato soccorso. Ci sono state tre spedizioni punitive da lunedì a venerdì a distanza di 48 ore l’una dall’altra. È stata una discesa all’inferno per sei giorni culminata col tunisino all’ospedale di Ancona e l’albanese al nosocomio di Fermo. La romena è stata arrestata per tentato omicidio, il fidanzato è stato arrestato per le gravi lesioni provocate e l’albanese è stato denunciato per lesioni personali aggravate. Nel carcere di Fermo è finito l’altro tunisino che lunedì aveva aggredito l’anziano sulla sedia a rotelle e la badante in via La Malfa. Aveva precedenti penali, era coinvolto in gravi fatti di sangue. Rintracciato venerdì è passato dai domiciliari al carcere di Fermo. Ad avviare la guerra tra bande era stato quel maledetto lunedì quando in casa dell’anziano si presentarono l’italiano trentenne, imprenditore edile, e un tunisino suo dipendente. I due erano andati a chiedere i soldi per lavori di muratura non pagati del tutto ma l’anziano voleva più tempo per vedere se erano stati bene eseguiti. Nel primo pomeriggio dello stesso giorno erano tornati in tre a regolare i conti, l’italiano e due tunisini. Avevano puntato una siringa al collo all’ultrasettantenne e aggredirono la badante, lasciarono l’abitazione con lui a terra tramortito e la donna minacciata di morte, distrussero tutto quello che era nell’appartamento, mobili e soprammobili, vetrate, televisore. Furono denunciati per sequestro di persona, danneggiamento, lesioni, minacce aggravate, violazione di domicilio e venerdì per uno di loro sono scattate le manette.

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