Supplenti, caos e ritardi

Armati di santa pazienza sotto il sole cocente in fila con le mascherine stanno i supplenti convocati per ottenere il posto a scuola. Sono scoraggiati perché niente va per il verso giusto, mancano insegnanti, bidelli, banchi e il Gps ha fatto perdere la strada. L’acronimo sta per Graduatorie supplenti provinciali, la classifica a cui attingono le scuole per assumere insegnanti e far fronte a carenze di cattedra. Ebbene l’elenco è falcidiato da errori. Mancati punteggi, master non valutati. Con lo tsunami di ricorsi che si prepara si dovranno rinominare i prof e cambiare le cattedre assegnate nel corso dell’anno. I sindacati sono sul piede di guerra mentre si allunga la fila al Polo Urbani di Porto Sant’Elpidio. I supplenti sono di tutte le età, hanno capelli neri e capelli bianchi. Per tutti è lo stesso problema: «questa è l’Italia, l’abbiamo fatta noi» sospira un’insegnante d’inglese di Cupra Marittima. «Spero di prendere qualcosa» lamenta il collega di fianco a lei. Hanno fatto domanda, sono stati convocati e, in base alla disponibilità dei posti, si vedranno assegnata la cattedra ma la confusione è pazzesca. «Gravissimo che le graduatorie siano sbagliate, il problema è a monte, sono state cambiate le tabelle di valutazione» sottolinea una insegnante di filosofia che arriva dall’Abruzzo, da Tortoreto. Prova a stemperare un ascolano insegnante di fisica «siamo nel campo dell’ignoto, i problemi si affrontano giorno per giorno». «La situazione è caotica e speriamo di non dover replicare lezioni online» avverte una prof di matematica, di Servigliano.  «Siamo partiti tardi, disorganizzati e siamo in balia del destino più che del covid» evidenzia una ragazza di Porto San Giorgio e qualcuno lamenta l’imprecisione nelle convocazioni che non si spiega, visto che c’è un sistema informatico di elaborazione dati che dovrebbe garantire precisione. I sindacati sono sulle barricate, mettono in fila i problemi: «il problema che si è creato nelle Gps non tutela i lavoratori, non garantisce diritto allo studio e continuità agli studenti e non garantisce nemmeno l’assistenza ai disabili – affonda Silvia Silvestri dello Snals – per sistemare la situazione ci vorrà un anno. Con il nuovo ricalcolo delle graduatorie provinciali due milioni di domande si sono valutate in tempi strettissimi. Il ministero ha proibito l’uso delle vecchie graduatorie e le scuole hanno dovuto utilizzare le Gps in modo non corretto». «Sono cambiate le modalità di reclutamento – precisa Francesca Marconi Sciarroni della Cisl Scuola Ascoli/San Benedetto – con l’ordinanza ministeriale 60 sono state aperte le Gps e gli adempimenti hanno affaticato gli uffici periferici, noi l’avevamo detto, questi adempimenti richiedono attenzione e tempo. Non abbiamo insegnanti di sostegno, di matematica, fisica, lettere, scienze e abbiamo innumerevoli problemi con il personale tecnico amministrativo». L’ordinanza ministeriale del 10 luglio prevedeva un sistema di conteggio e titoli di accesso che le successive faq ministeriali in corso d’opera hanno cambiato. Il 6 agosto titoli e punteggi sono stati ricalcolati dal sistema ma questo non è previsto dall’ordinanza e quindi: «giuridicamente è tutto è appellabile» spiegano i sindacati che hanno avviato ricorsi a livello nazionale e preparano la class action dei supplenti. Cambiare le tabelle di valutazione significa un riordino di graduatorie e posizioni. Un casino pazzesco di cui artefice è il ministero dell’Istruzione. «Gli amministrativi sono allo stremo, il disagio riguarda tutto il mondo della scuola» spiegano le sindacaliste, c’è anche Giovanna Ciferri della Cisl Scuola Fermo e rimarca gli errori, il poco tempo a disposizione per analizzare tantissime domande con tutti i cambiamenti che ci sono stati.

14-9-2020

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