Il pennello al Castellano non si tocca

Un avvocato zittisce gli esperti della Regione, il pennello a nord non si accorcia finché non c’è lo studio commissionato alla Politecnica. Nella videoconferenza di giovedì tra i titolari dei villaggi a nord e a sud Holiday e Mimose si sono confrontati, con i titolari Daniele Gatti e Debora Dionigi, i tecnici della Regione e del Comune. Per l’amministrazione c’era il vicesindaco con delega alla difesa della costa Daniele Stacchietti e ha partecipato il capogruppo dell’opposizione Giorgio Marcotulli come tecnico dei privati. A dare del filo da torcere agli esperti della Regione Giorgio Filomena e Alessandro Mancinelli è stato l’avvocato dell’Holiday Gianvittorio Galeota con due domande che hanno mandato gli specialisti in difficoltà. Non si è chiarito a chi giova accorciare il pennello al Castellano. I tecnici non hanno convinto. La riunione si è conclusa, non senza imbarazzo, con la promessa di non muovere paglia senza prima vedere lo studio propedeutico alle scogliere emerse dell’Università, dove ha cattedra Mancinelli. La videoconferenza è stata la dimostrazione che si continua a tirare a campare, a tappare buchi e crearne altri. Galeota fa notare che a Porto Sant’Elpidio c’è chi ha investito milioni di milioni sul lungomare e non si può giocare a tira e molla, bisogna essere realisti, efficaci. «Ho chiesto a chi giova e a cosa giova accorciare di 30 metri il pennello – spiega l’avvocato – mi è stato risposto che porta via qualcosa a sud e porta poco a nord, mi sembra un intervento spot, carente di programmazione, di utili finalità». Anche la pineta va salvaguardata, con il pennello ha recuperato la spiaggia che era stata erosa. La riunione si è conclusa con la decisione di attendere la relazione dell’Università fra sei mesi, mantenendo il finanziamento regionale. Le domande agli specialisti erano semplici e le risposte dovevano essere semplici. Si è capito che, accorciando il pennello «lasciamo il certo per l’incerto» rimarca il legale e fa notare che l’Holiday è valutato 80 milioni. Operazioni che tolgono un po’ qua per mettere un po’ là sono un gioco a scacchi tra ciechi che non si può fare. Bisogna parlar chiaro e guardarsi in faccia: «se la parte a nord del pennello va protetta, si adotti una soluzione alternativa, si metta la scogliera come sul litorale sud» suggerisce Galeota ai tecnici che dicono «in natura non c’è niente di certo» e lui ribatte «da 20 anni studiate le maree». Quando arriveranno le scogliere emerse il pennello al Castellano farà da pontile per depositare gli scogli durante i lavori. E che si fa, si accorcia per poi allungarlo? E’ tempo di certezze e «l’uso del condizionale è gravissimo – avverte l’avvocato che fa le pulci al cronoprogramma – questo intervento, in base ai tabulati, era previsto nel 2024 non nel 2021, perché vogliono metterci le mani prima?». La risposta alla domanda è stata un imbarazzato silenzio e alla fine «la ragione dell’intervento non è stata chiarita. Ci chiediamo perché mettere a rischio quello che storicamente si è prodotto, la spiaggia a sud del pennello, per una previsione di modesto trasporto verso nord» la chiosa.

11-9-2020

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