Fatture per prestazioni inesistenti

Doccia gelata per un noto imprenditore del fermano, l’uomo è stato rinviato a giudizio per truffa. Si tratta di una figura legata al food, alla ristorazione, al turismo. Una persona molto conosciuta e stimata, un uomo di successo che è incappato nelle maglie della giustizia. Un nome, il suo, che è difficile immaginarselo invischiato in cose di questo genere ma i tempi sono difficili per tutti e non si fa fatica a comprendere l’accaduto. Per arginare le problematiche legate al lavoro che non c’è, ai mancati incassi, alla crisi galoppante che va avanti da troppi anni evidentemente c’è stato un tentativo di risolvere i problemi di solvibilità che si presentavano, per mantenere sana l’attività. Un tentativo che, a quanto pare, ha preso la piega sbagliata. Ieri è stato rinviato a giudizio l’amministratore di un villaggio turistico in provincia di Fermo. Si tratta di una figura molto conosciuta e rispettata in e fuori Provincia. Nella prima udienza che si è tenuta ieri mattina in Tribunale a Fermo è emerso che, al fine di evitare il pagamento di fatture a una società di servizi contrattualmente legata al villaggio turistico, l’amministratore ha prodotto e speso fatture per prestazioni inesistenti per un valore di duecentomila euro circa, fatture volte a contrastare illecitamente le giuste richieste della società creditrice. Il trucchetto è stato denunciato e scoperto dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Fermo su denuncia del legale rappresentante della società di servizi, che si vedeva illecitamente opposto il pagamento. Ieri si è costituito parte civile il legale rappresentante della società creditrice, con una importante richiesta di risarcimento del danno provocato dalla truffa subita a danno suo e della società. L’amministratore del villaggio è stato rinviato a giudizio per truffa ai sensi dell’art. 640 del codice penale e sono stati informati gli altri membri del consiglio di amministrazione della società che l’accusato amministra. La parte offesa è rappresentata in giudizio dall’avvocato Italo d’Angelo del Foro di Ancona che ieri in Tribunale è stato sostituito dall’avvocato Gianvittorio Galeota del Foro di Fermo. La Procura della Repubblica ha sentito la società, a nome della quale sono state emesse la falsa fatturazione, non si tratta di una cifra eccessiva ma sarebbe stata studiata proprio allo scopo di non provvedere a un pagamento di circa duecentomila euro. La prossima udienza è fissata per il 3 marzo 2021 e si tratterà di sentire i testimoni del pubblico ministero per la parte civile costituita. Da indiscrezioni si viene a sapere che almeno un testimone è pronto a chiarire tutto sulla vicenda. Tra i membri del consiglio di amministrazione della società che vede l’amministratore accusato di truffa ci sono nomi di imprenditori di Fermo e Porto San Giorgio che hanno a che fare con il settore del turismo, delle automobili, persone che non c’entrano niente in questa storia, salvo lavorare con la persona accusata di truffa. Persone estranee ai fatti accaduti.

11-9-2020

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