Cesetti-Di Ruscio, lo scontro di sempre

Sembrava di essere tornati a undici anni fa sabato pomeriggio al Gran Caffè Belli in corso Cefalonia a Fermo con due vecchi lupi della politica intenti a confrontarsi, e scontrarsi, esattamente come nel 2009. I due uomini del fermano candidati alle regionali, uno in appoggio a Francesco Acquaroli e l’altro in appoggio a Maurizio Mangialardi. Con tutta la foga, immutata negli anni, a supporto della sinistra o della destra. Uno rosso e uno nero, Fabrizio Cesetti e Saturnino Di Ruscio tengono alta l’attenzione sulle regionali e sabato, con una serie di botta e risposta, ne hanno dato un assaggio. Sono stati gli unici candidati per il collegio di Fermo alla Regione, oltre a Gianni Catalini dei Popolari-Udc, a rispondere all’appello di Confabitare che aveva organizzato il forum per parlare delle problematiche del fermano: consumo di suolo, recupero dei centri storici, sicurezza, consorzio di bonifica, infrastrutture e investimenti. Il forum non ha avuto il successo che gli organizzatori prevedevano, si aspettavano almeno una decina di partecipanti e se ne sono ritrovati tre, tra i quali due leoni sempre ruggenti, gli stessi che se l’erano suonate di santa ragione nell’estate che portò Cesetti a diventare primo presidente in Provincia di Fermo. Era stato un testa a testa, Cesetti con il 52,24% dei voti contro Di Ruscio con il 47,76%. Il primo era consigliere uscente della Provincia di Ascoli e oggi è l’uomo dalle mille deleghe in Regione, il secondo era sindaco di Fermo al secondo mandato consecutivo e oggi è dirigente comunale. Di Ruscio oggi sostiene Acquaroli del centrodestra, in vantaggio di oltre 13 punti rispetto al candidato del centrosinistra Mangiarlardi e sarà per questo svantaggio che l’assessore regionale aveva fretta di finire l’incontro, deve correre per la campagna. «Corri corri ma stavolta non ce la fate» se la ride Di Ruscio, «anche l’altra volta era così ma alla fine abbiamo ribaltato il risultato» risponde l’altro e il battibecco continua. Spunta perfino la manina di Ceroni, ex-coordinatore regionale di Forza Italia allontanato dal partito che ci avrebbe messo del suo nella sconfitta dell’allora sindaco di Fermo. Ma, tornando a oggi, il siparietto salottiero a fine dibattito attesta che gli anni passano non per tutti, per loro due no, la passione è la stessa di sempre. Ce la mettono tutta, è evidente. Per il resto il forum di Confabitare è da rifare, per sentire i pareri di tutti i candidati. I tre che hanno rispettato l’impegno le idee ce le hanno chiare. Cesetti rivendica il ruolo baricentrico del nuovo ospedale di Amandola, Di Ruscio vuole abbattere le tasse per dare un colpo di reni al Paese e respiro alle imprese. I due si azzuffano sull’aeroporto, per l’uomo di sinistra «c’era un debito di 40 milioni, un buco risanato» e per l’uomo di destra vantarsi per il fallimento dell’aeroporto è da faccia tosta. Nel mezzo Catalini parla di «strade ancora bloccate per le macerie del terremoto del ’97 – e di – viabilità rimasta indietro». Sembrava moscia la campagna nel fermano ma non è detto.

6-9-2020

 

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