I disagi nascosti nei quartieri

Il disagio corre sul filo in certi quartieri di località rivierasche monitorate dalle forze dell’ordine e alle prese con problemi che d’estate si acuiscono tipo spaccio, prostituzione, furti, aggressioni. Aumentano le temperature, la popolazione e, di conseguenza, sbornie, risse, borseggi eccetera. Di pari passo aumentano gli interventi di 112 e 113 ed è sempre più palpabile l’insofferenza degli stanziali che faticano a fare i conti con soggetti abituati a vivere sopra le righe. La segnalazione da un palazzo di Porto Sant’Elpidio è la summa di certe fragilità. Una sessantenne confida di non riuscire più a dormire la notte e la situazione si protrae da mesi. Viene svegliata dai vicini e sente urla e rumore di botte da orbi. I carabinieri si fanno sentire e vedere ma non possono entrare in casa d’altri senza valida ragione e chi ospita persone che, altrimenti, non saprebbero dove andare non fa niente di male, neanche se gli ospiti per sopravvivere spacciano e si prostituiscono. Ognuno dentro casa fa quel che gli pare ma certe storie impattano sul vicinato. Così si registra il racconto dell’ennesima sveglia di soprassalto alle cinque di mattina per rumori molesti, sono questioni tremendamente delicate e passano sottotraccia finché, ogni tanto, l’ambulanza porta un ferito all’ospedale. Alla Faleriense si segnala un appartamento trasformato in una fumeria di crack, con vicini che assistono a liti a tutte le ore del giorno e della notte. Capita che tra i nuovi clienti qualcuno venga rapinato e non ritorna più ma neanche si ribella. Chi si è dimostrato interessato a mettere un po’ d’ordine e parlarne con le divise è stato minacciato e una macchina ci vuol poco a bruciare, tanto basta per ignorare una nuova richiesta d’aiuto e così le criticità si trascinano. Con queste realtà devono fare i conti le forze dell’ordine, ogni comune ha le sue magagne. Porto San Giorno ha movida molesta e ragazzini che si ubriacano, rave party in spiaggia del sabato sera, adolescenti in coma etilico e vandalismi. Lido Tre Archi ha cominciato seriamente a contrastare le occupazioni abusive e la clandestinità dilagante. Porto Sant’Elpidio ha le sue beghe nello spaccio e nella prostituzione. Con tutto ciò si dovrà confrontare Rosa Romano, prima donna questore a Fermo appena subentrata a Luciano Soricelli. Con la sua lunga esperienza sul campo prima come vicario a Bari poi come dirigente della Polfer veneta assicura una presenza costante. Con alle spalle incarichi e riconoscimenti premiali importanti, come l’encomio solenne per aver gestito in sicurezza una rivolta di stranieri nel centro di accoglienza a Bari e prima donna in Puglia a essere nominata dirigente superiore della Polizia di Stato dice che sarà il questore di tutti, che sarà in mezzo alla gente per un rapporto costante con i cittadini. Con lei e Raffaella Abbate, capo della Squadra mobile, abbiamo due donne e quindi una sensibilità tutta femminile che saprà imprimere la marcia giusta alla macchina della sicurezza.

4-9-2020

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