L’erosione della costa non si ferma

La posa del primo scoglio emerso non ci sarà prima del 2023 e intanto la costa a sud scompare, soluzione immediata è rinforzare le scogliere sommerse. Parola d’ingegnere. Non di uno qualunque, ma di Vincenzo Marzialetti, fino al 2012 dirigente regionale, progettista e direttore di importanti lavori di difesa costiera nelle Marche. Ha curato le scogliere di: Gabicce Mare, Pesaro, Fano, Montemarciano, Sirolo, Potenza Picena, Civitanova Marche, Cupra Marittima, San Benedetto del Tronto e Grottammare, e lì è stato anche commissario straordinario quando scomparve la spiaggia e si dovette risolvere il problema. A Porto Sant’Elpidio, dove risiede, è stato coprogettista dei lavori eseguiti nel 2005, le scogliere sommerse. L’amministrazione di allora affidò la direzione dei lavori agli uffici comunali e il professionista riparte da quell’operazione lì. «Gli interventi da fare con immediatezza e capacità risolutiva, in considerazione della cattiva esecuzione delle opere e dello stato manutentivo, dopo 15 anni, sono un’urgente ricarica ed eventuale ampliamento delle scogliere esistenti, compatibilmente con le capacità finanziarie – dice il professionista – bisogna intervenire subito a sud e bisogna farlo con attenzione, non rafforzando troppo l’estremità a nord, di fronte alla Fim, perché, così facendo, l’ultima attività di ricarica ha peggiorato la situazione». Rimpolpare l’esistente «rappresenta un’attività preliminare per un eventuale progetto globale di emersione delle scogliere» afferma Marzialetti, consapevole del fatto che, se non si trovano tutti e 24 i milioni che occorrono per realizzare la barriera emersa dalla foce del fiume Tenna alla foce del fiume Chienti, il progetto non può andare avanti e quelle fatte finora sono chiacchiere e distintivo. «Il lungomare sud oggi è molto diverso rispetto a 10 anni fa, la costa è sfinita, non ce la fa più e si vede» avverte Marzialetti e invita a guardare com’è oggi Grottammare, dopo 13 anni. A Porto Sant’Elpidio «l’opera non è stata realizzata secondo progetto» sottolinea. Quali sono i costi per eseguire questi lavori? «Un milione a km, quindi due milioni per mettere subito in sicurezza la parte sud» la risposta. Allora perché non si comincia già con i 4 milioni della Regione? «La scogliera, se ben fatta, funziona, quindi va rinforzata». Intanto i varchi non dovrebbero esserci: «attraverso quelli passa l’acqua e la sabbia si disperde al largo, la barriera deve essere continua, altrimenti i ripascimenti sono soldi buttati in mare». I tempi per i lavori quali sarebbero? «Con le nuove normative e una giusta accelerata al massimo sei mesi». Quindi lungomare sud in sicurezza dalla prossima estate, tardi ma è già qualcosa, se ci si pensava prima era fatta. «Oltretutto non sono soldi persi, è un investimento, con lavori eseguiti a regola d’arte ovviamente». C’è anche la questione dei pennelli a nord e a sud, giovedì Comune e Regione si confronteranno in videoconferenza con i proprietari dei due grandi camping Holiday e Mimose. Gli operatori turistici sono molto preoccupati. «Il pennello a sud funziona perché ferma la sabbia che viaggia sul fondo, non è un’opera di difesa costiera ma interviene sul trasporto solido e il suo ruolo lo gioca, contribuisce affinché la sabbia non vada dispersa, ma con i varchi il problema rimane, bisogna chiuderli» avverte l’ingegnere e del pennello a nord fa notare che «accorciandolo (sono queste le intenzioni dell’amministrazione, ndr) si perderà spiaggia nel tratto dal Castellano verso sud e si perderebbe l’occasione per utilizzare quel pennello come ponte per far transitare gli scogli durante i lavori per la barriera emersa».

3-9-2020

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