Bocciato “senz’andro bocciato” direbbe Sordi

Lo Stato spende troppo per dare niente, l’ho sempre detto ma adesso a dirlo è la Corte dei Conti che boccia il chitarrista all’Economia e con esso l’ammucchiata al governo. Se ci fosse stato il mio prof di latino gli avrebbe dato 2 meno-meno-meno a Gualtieri, d’altronde è un uomo di partito non un uomo di conti e la storia moderna c’entra poco con i numeri. Spendiamo sei miliardi, tantissimo, per una minima e momentanea riduzione della pressione fiscale. E già sappiamo che le entrate tributarie a fine anno non saranno quelle di fine 2019, saremo parecchio sotto, Gualtieri è riuscito solo a complicare le cose oltre  a quanto erano già e questa operazione non era per niente facile, ma lui c’è riuscito. Il ministro dei miei stivali non si è preoccupato per niente delle imprese, pensando solo a non far licenziare, in pratica munge la mucca quando il latte è finito. Un bambino delle elementari al posto suo avrebbe capito che il sistema produttivo sarebbe andato in crisi con questi vincoli che non stanno né in cielo né in terra, solo nella testa di Gualtieri e compagni. E non parliamo di sussidi e incentivi fiscali, impossibile raccapezzarcisi nel mezzo. Conte e il suo circo non ne hanno azzeccata una. In questa fase sulle imprese si dovevano concentrare sforzi e risorse, le attività andavano aiutate, sostenute perché senza imprese non c’è lavoro, ma ai suonatori un po’ sballati, come dice la canzone, vagliela a spiegare l’economia.

E per fortuna che c’è la Corte dei conti a mettere nero su bianco che le misure fiscali del dl Agosto non sono state incisive e rimandano solo di pochi mesi i problemi. Sono «dirette in prevalenza a sospendere o rimodulare gli adempimenti fiscali in scadenza nel secondo semestre del 2020» rileva la Corte dei conti nella memoria presentata ieri in commissione Bilancio del Senato. Rimarca come l’insieme delle misure «nonostante l’elevato onere che comportano per le casse dell’erario, quantificato in circa 6 miliardi, operano un alleggerimento soltanto momentaneo della pressione fiscale. Il rinvio delle imposte determina inoltre una concentrazione delle scadenze con un possibile aggravio degli adempimenti fiscali nel loro complesso». E tutto ciò con l’aggravio dell’incertezza di far fronte alle scadenze di fine anno, il rischio di un gettito inferiore alle aspettative è alto, anche perché molte attività hanno chiuso o hanno ridotto l’attività.

Limitatamente alle entrate tributarie relative al trimestre marzo-maggio i dati di preconsuntivo 2020 anticipati dal Mef nel bollettino delle entrate già segnalano un minor gettito di 13.527 milioni rispetto al consuntivo 2019 ma sul lato fiscale le cattive notizie non finiscono qua. Secondo la magistratura contabile il ministro dell’Economia e delle Finanze è riuscito a complicare il sistema fiscale italiano più di quello che era già, questo il passaggio chiave: «nel suo complesso non si può non rilevare l’utilizzo di strumenti che continuano a complicarne la struttura, visto che nei decreti Cura Italia, Rilancio e Agosto si contano oltre 30 interventi che comprendono, tra rimodulazioni e nuovi provvedimenti, crediti di imposta, esenzioni, detrazioni con un sistema che si allontana sempre di più dall’auspicato fisco equo, semplice, trasparente e sostenibile».

La Corte dei conti tocca pure il tema della regolamentazione dei licenziamenti. Ritiene condivisibile la scelta di vincolare l’impresa che usufruisce a pieno degli ammortizzatori sociali a mantenere in essere il rapporto di lavoro ma non di obbligare le imprese che non hanno fruito integralmente dei benefici approntati: «ne potrebbero scaturire difficoltà nell’emersione delle effettive realtà aziendali e ritardi nelle misure di ristrutturazione e risanamento, (in larga parte) comunque inevitabili».

Altro tema negativo sono i sussidi e gli incentivi fiscali (11 miliardi da inizio della crisi) dati dal governo per favorire lo sviluppo di una maggiore sostenibilità del sistema dei trasporti, che intervengono sugli acquisti di automobili a basse emissioni, su quello di mezzi alternativi per la mobilità elettrica, sull’uso dei taxi e sull’intermodalità. Queste misure, per la Corte dei conti, «non sembrano disegnare un chiaro percorso organico per un settore strategico per la crescita e per il raggiungimento degli obiettivi di elettrificazione e decarbonizzazione».

Inoltre, continua la magistratura contabile, in altri ambiti, come quello turistico e della ristorazione, si assiste a una sovrapposizione di interventi minori che non sembrano disegnati in modo organico per spingere il settore a collocarsi su un percorso di sostenibilità e che non sono efficienti.  

Bocciato, senz’andro bocciato direbbe Sordi

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/08/14/20G00122/sg

la scenetta di Totò agli esami con Alberto Sordi: https://www.youtube.com/watch?v=p55ACfxdUmA

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