Scuola, troppe incertezze. Le mamme le più penalizzate

Manca sempre meno alla riapertura delle scuole e a Porto Sant’Elpidio circa 2.400 tra bambini e ragazzi torneranno tra i banchi, si stanno preparando le aule per l’occasione ma l’assessore alle Pari opportunità Emanuela Ferracuti l’ancia l’allarme: «l’Italia non è un Paese per mamme lavoratrici». Il 14 settembre ricominceranno le lezioni in classe per circa 700 ragazzi delle medie alla Galilei e alla Marconi, per circa 1.200 bambini delle elementari tra la Collodi, la De Amicis, la Pennesi, la Mercantini, la Martiri, la Rodari, con nuovi spazi alla biblioteca comunale a Villa Maroni, nell’associazione di quartiere a Marina Picena. E poi ci sono altri 500 bambini ancora, i più piccoli, che frequentano le scuole d’infanzia Peter Pan, Aladino, Cretarola, Arcobaleno, Coccinelle le linee guida sono uscite tre giorni fa. L’obiettivo è riportare i ragazzi in aula e rinunciare alla didattica a distanza e «si è fatto un gran parlare dei nuovi banchi con le rotelle – dice Ferracuti – ma purtroppo ci sono ancora incertezze e dubbi sulle questioni più scottanti». Le preoccupazioni dell’assessore sono comprensibili, pediatri ed esperti dicono di non portare i bambini a scuola se hanno il raffreddore «ma quali sono le vie che un genitore lavoratore può intraprendere? – domanda l’assessore – chiederà un giorno di smart working? Si potrà decidere all’ultimo minuto? Ci sono delle regole? Un altro anno di didattica dalla cucina di casa o seduti al tavolo in sala è impensabile». Il problema maggiore sarebbe per le donne. Secondo una ricerca del Dipartimento di Scienze umane per la formazione dell’Università Bicocca il 30% delle mamme lavoratrici pensa di lasciare il lavoro nel caso in cui l’anno scolastico riprenda con la didattica a distanza e questo fa dire a Ferracuti che «l’Italia non è un Paese per mamme lavoratrici». Secondo l’analisi il 65% delle mamme lavoratrici non ritiene conciliabile la didattica a distanza con il lavoro. Con la pandemia è stata l’unico modo per concludere l’anno scolastico ma troppe sono le criticità emerse durante il lockdown. Tante e tali che il 30% delle mamme intervistate prenderebbero in considerazione l’ipotesi di lasciare il lavoro. «Il futuro di questo anno scolastico preoccupa i genitori di tutta Italia – rimarca la Ferracuti – ma a rischiare di subire maggiormente le conseguenze delle decisioni relative alla didattica di bambini e ragazzi sono ancora una volta le donne. Sono loro quelle che si occupano dei figli e della casa». Anche i numeri dicono quello che evidenzia l’assessore, tanto che a usufruire dei congedi parentali previsti dai decreti Cura-Italia e Rilancio sono state le madri nel 76% dei casi. Molte si sono aiutate con lo smart working per gestire i figli potendo lavorare da casa, o con le baby sitter grazie al bonus ma «la situazione emergenziale non può essere protratta per un altro anno scolastico» chiosa l’assessore. Il sindaco Nazareno Franchellucci intanto è alle prese con le aule da sistemare per l’adeguato distanziamento tra i banchi: «sono in fase di completamento i lavori al plesso Rodari che, oltre a una nuova suddivisione di spazi, hanno riguardato anche un riadeguamento dell’impianto elettrico e di quello di illuminazione» dice. Si dovrà usare il plexiglass alla mensa per separare i banchi, le palestre e la biblioteca come aule. L’amministrazione con i presidi e l’ingegner Eligio Marchionni ha formato una task force e il sindaco ne è il commissario mentre il responsabile tecnico è l’architetto Giulia Catani. Sugli arredi è tutto ancora da vedere, il Comune per non trovarsi impreparato ha investito 10mila euro per arredare.

 

22-8-2020

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