Rapinava le lucciole, preso

Da Lido Tre Archi a Porto Sant’Elpidio, rapinatore seriale delle prostitute incastrato dal cellulare smarrito durante la fuga. L’uomo è finito al fresco dopo il sesso e l’aggressione a un trans residente a Porto Sant’Elpidio. L’aguzzino ha 28 anni, è romeno e vive a Lido Tre Archi, da mesi tiene sulle spine la costa fermana tra furti e violenze. Era monitorato a vista e la notizia del suo arresto fa tirare un sospiro di sollievo a residenti e commercianti preoccupati anche per i turisti scippati negli ultimi giorni. Il romeno, oltretutto, non si faceva scrupolo di raccontare le sue “avventure” nelle case depredate. Girava libero di delinquere fin quando sono scattate le manette ai polsi, adesso è nel carcere di Fermo grazie a un trans che non ha avuto paura a denunciarlo, con la collaborazione di una vicina che ha aiutato le divise a indagare. L’ultimo appello ad assicurare in fretta alla giustizia delinquenti di professione ben noti nel fermano era stato quello di un barista che, domenica, telefonando alla redazione del nostro giornale, aveva confidato la sua esasperazione, ma in ansia forse ancor più dei baristi sono donne e uomini che si prostituiscono e vivono nell’illegalità, faticano a segnalare soprusi, ingiustizie per paura dei fogli di via che scatterebbero, delle attenzioni delle forze dell’ordine che attirerebbero. Per questa ragione hanno gioco facile certi fenomeni che si muovono liberamente lungo la costa e azzardano. Resta sempre in piedi la segnalazione di una squillo dominicana che l’11 agosto aveva raccontato di un furto di 1.200 euro in totale, spiegando di essere stata minacciata da un romeno che corrisponderebbe all’arrestato. Un giovane che avrebbe spifferato al 112 della cocaina tenuta in casa. Vero o falso non è dato saperlo ma sembra che siano state depredate con questo sistema almeno una decina di lucciole tra Porto San Giorgio e Porto Sant’Elpidio. Ora, se si trattasse di un solo individuo, le indagini dei carabinieri sarebbero concluse e il rapinatore seriale sarebbe stato assicurato alla giustizia. Per il momento un uomo è al fresco, accusato di rapina e poco altro. Si sa che viveva di espedienti, che non si era fatto scrupolo di minacciare all’inizio del mese, con un coltello puntato alla gola, un viado per estorcergli 300 euro, dopo averne abusato sessualmente. L’allerta sul racket della prostituzione resta alta, finti clienti che fanno sesso, non pagano e derubano le vittime ce ne sono. Le ultime manette ai polsi dovrebbero calmare gli spiriti bollenti di questi maneggioni capaci di tenere sui carboni perfino le case di piacere. Intanto va dato atto ai militari della stazione di Porto Sant’Elpidio di aver agito con tempestività e incisività, con indagini e appostamenti che hanno centrato in breve l’obiettivo. Raccolta la denuncia, con la descrizione fornita dal viado, è stato facile fermare il 28enne perché era schedato, doveva presentarsi tutti i giorni alla compagnia dei carabinieri di Fermo e scrivere nell’apposito registro. Aveva l’obbligo di firma, era già indagato, non poteva allontanarsi e far perdere le tracce, aveva dei precedenti. È stato possibile metterlo alla sbarra perché aveva perso il cellulare nella corsa per allontanarsi in fretta dopo il colpo messo a segno. Il telefonino lo ha inchiodato alle sue responsabilità. Oltre agli arresti, è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica per tentati furti nelle abitazioni registrati nei giorni scorsi a Porto Sant’Elpidio.

24-8-2020

 

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