Il raid in banca non frutta nulla

Assalto alla banca, tre delinquenti fanno tanto rumore per nulla. Due porte scardinate, bottino zero. Indagano i carabinieri che si sono fiondati sul posto in pochi minuti con la vigilanza privata ieri alle due di notte, quando è scattato l’allarme alla Popolare di Bari in via Mazzini, la statale alla Faleriense. Sono arrivati i militari del Nucleo radiomobile e la Fi.Fa. Security ma dei balordi non c’era più traccia. Agli investigatori non è sfuggita l’assonanza tra questo episodio e altri che si sono registrati in Toscana e che hanno portato all’arresto di una banda albanese a giugno. Si ipotizzano collegamenti tra bande dell’Est. A tentare il colpo milionario all’istituto di credito portoelpidiense sono stati tre uomini incappucciati e con i guanti per non lasciare impronte. Dopo aver sfondato la porta d’ingresso, in due sono entrati e un terzo è rimasto a fare il palo. Questo dicono le telecamere al vaglio degli investigatori, convinti che non si tratti di banda specializzata per più ragioni. Intanto perché è scattato l’allarme e professionisti seri avrebbero creato le condizioni per silenziarlo. Poi perché il piede di porco, col quale sono state forzate due porte, è uno strumento in uso comune a tutti i ladri di polli, niente a che vedere con gli esplosivi utilizzati da gang che sanno far saltare bancomat, il fermano se li ricorda colpi del genere. In questo caso i banditi hanno tentato di forzare una porta, senza riuscirvi, quindi si sono accaniti sulla porta d’ingresso affacciata sulla statale, rischiando il tutto e per tutto perché a quell’ora in estate c’è traffico sull’SS16 e il rischio di essere visti è alto, se hai un cappuccio in testa e stai armeggiando fuori da una banca. L’unica medaglia che si possono appuntare al petto del “buon ladro” questi tre è l’azione lampo. In pochi minuti, mentre la sirena dell’allarme rumoreggiava, hanno puntato al roller cash, sotto le scrivanie, e l’hanno asportato ma risulta che non ci fosse un euro dentro. Questo lo hanno accertato ieri mattina i carabinieri. D’altronde, ogni sera la banca prima di chiudere svuota gli erogatori di banconote. Praticamente una ferraglia senza il becco di un quattrino è stata caricata su un carro attrezzi che risulta rubato a Fermo poche ore prima del blitz. In ogni caso il terzetto incappucciato potrebbe aver messo a segno altri colpi nella notte tra l’ascolano e il maceratese. Sono prevedibili nuove collaborazioni tra forze dell’ordine e tra Regione e Regione per indagini ad ampio raggio, visto che in Toscana 4 albanesi sono stati arrestati due mesi fa dopo almeno 7 assalti alle banche, si erano specializzati nell’asportazione dei roller cash e stavano pianificando altri colpi prima che scattassero le manette. Non si possono escludere legami tra bande e tra Marche e Toscana, dove i raid avevano fruttato centomila euro.

13-8-2020

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