Furti, ormai è uno stillicidio 

Furti, ormai è uno stillicidio 

Ladri seriali più volte denunciati ma sempre in circolazione fanno saltare i nervi ai commercianti per i ripetuti raid di questi giorni. L’identikit dei pochi individui, sempre gli stessi, che si aggirano per i locali vale per tutti: irregolari e finiti a più riprese nelle maglie della giustizia ma a piede libero. Al coronavirus e al crollo del turismo si aggiungono queste piaghe che vanno a gravare su una situazione già pesante di suo per la categoria dei ristoratori. Da marzo, in un crescendo di colpi tentati e messi a segno, si sono scatenati gli sbandati pronti a tutto per due spiccioli, una bicicletta, un pollo arrosto. L’allerta è massima e nel mondo della ristorazione c’è chi ha cominciato a dormire nel locale, altri si sono attrezzati con la rete di vicinato, per controllarsi a vicenda e verificare che tutto è a posto ma non passa giorno che non si registri una maniglia scassinata, un vetro rotto, una serranda forzata. Porto Sant’Elpidio s’è guadagnata la maglia nera sui piccoli furti ovunque, sul lungomare, sulla statale e in centro. E qualcuno rischia di andare a fuoco. Ci è passata Loredana Tarquini della gelateria Lorelay che chiede più controlli perché «questo per noi è un anno di sopravvivenza allo stato puro, vorrei che il sindaco passasse da queste parti ogni tanto per vedere cosa non va». Martedì, quando la volante di polizia ha bloccato un algerino ventenne, tanti hanno tirato un sospiro di sollievo perché è uno che si dà parecchio da fare, irregolare con foglio di via non rispettato, aveva un coltello in tasca e uno scooter rubato. E’ stato denunciato come altri in questi giorni ma i furti non diminuiscono. «Spero che l’ultimo che hanno acciuffato sia quello che bazzicava qui perché almeno così siamo tranquilli per un po’ di giorni – dice Rosa Di Lella del Delirium Cafè – mi appello alla polizia e ai carabinieri, che controllassero sempre tutta la gente sospetta che si vede in giro, ce ne sono tanti». Catia Renzi della rosticceria I Sapori del Borgo s’è trovata faccia a faccia con due di questi individui e domanda: «e se uno di questi mi puntava un coltello alla gola che succedeva? Ho paura e tengo chiusa la porta finché non arriva mio marito, i clienti devono bussare per entrare, in un mese sono venuti quattro volte». Ai furti si aggiunge lo spaccio e l’elemosina molesta, ieri al parcheggio del Lidl è dovuta intervenire la municipale per mettere pace. Alfonso Fioroni del ristorante Cocoon l’ha scampata per poco «il colpo non è riuscito perché un vicino ha visto il ladro che stava armeggiando e quello è dovuto scappare – spiega il ristoratore – non è un extracomunitario, è un delinquente, non me lo hanno fatto vedere i carabinieri ma sono 15/16 volte che lo prendono. Da me aveva già staccato l’allarme e tagliato la sirena, tutto in pieno giorno, certi personaggi non possono stare in giro». Al Rens & Rose Saloon ci sono stati due tentati furti dopo un colpo riuscito nelle ultime settimane, la titolare Meteora Renzi si è sentita con il sindaco: «mi ha detto che avrebbe parlato con il questore per avere più pattugliamenti – spiega la ristoratrice – non è pensabile continuare così, mi sono allontanata due ore e ho trovato il tentativo d’effrazione in pieno giorno, non possiamo stare sempre nel locale, abbiamo pure una vita!».

Quello che gira a Porto Sant’Elpidio gira pure a Fermo e a Porto San Giorgio. Carlo Angelici del camping Tre Archi ha avuto a che fare con tre figuri che hanno scavalcato i cancelli e si sono portati via un frigorifero dei gelati a fine maggio e i furti che si registrano in spiaggia ormai non li conta più «serve un presidio fisso di polizia – dice l’operatore turistico – negli ultimi anni c’è stato un aumento di controlli e retate, è innegabile, ma bisogna fare un censimento degli appartamenti per vedere chi li occupa, se ne parla da 30 anni. Poi non capisco perché non scatti l’arresto dopo un cumulo di reati da far impallidire, sono sempre gli stessi». Morena Santarelli dello chalet-ristorante La Conchiglia ha risolto con il guardiano di notte ma avverte: «anni fa mio padre propose, e avevamo quasi raggiunto l’accordo, un sistema integrato di vigilanza con i quad in spiaggia tutta l’estate in orario notturno, come fanno a San Benedetto e Civitanova, purtroppo non se n’è fatto nulla perché non c’è complicità tra noi, quindi ho messo il guardiano e io stessa rimango a dormire nello stabilimento per tutelare la mia proprietà».

7-8-2020

 

 

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