“Basta, qui è tutto in regola. E anche la turista sta bene”

“Basta, qui è tutto in regola. E anche la turista sta bene”

È un fiume in piena Lauro Lillini dello stabilimento balneare e ristorante Ti:Oro sul lungomare Trieste, zona centro-nord. Da dietro al bancone ci accoglie in mascherina e con lui, sempre in mascherina e distanziati ci sono i componenti dello staff. Se ne sono andati da poco i carabinieri che hanno controllato il locale “normali verifiche” spiegano dal comando di Fermo. L’operatore balneare manifesta tutto il disagio tipico di una persona che sta facendo il possibile e l’impossibile per lavorare al meglio, nel rispetto delle regole, ma ciononostante si è sentito tirato in ballo in una situazione nella quale lui, in sostanza, non ha responsabilità perché dice che a quella cena del 25 luglio c’erano una cinquantina di persone alla giusta distanza e tutto è fatto nel rispetto dei protocolli di sicurezza. Anche perché il Ti:Oro nasce come stabilimento ideale per famiglie. La stessa turista di Spoleto è una giovane mamma. Gli diciamo che tutto il comparto del turismo, la ristorazione, gli chalet, il commercio in generale è con lui, e pare rincuorarsi ma poi torna sul problema che è stato per lui un caso del genere. In spiaggia gli ombrelloni sono quasi tutti chiusi e già questo la dice lunga sull’allarme che si è venuto a creare. «Mi viene da piangere in questa situazione – dice l’operatore balneare – perché è stato praticamente attaccato uno chalet sano, preciso, organizzato, e questa cosa mi ha danneggiato in maniera esponenziale, considerando che siamo uno chalet internazionale, mi dovrò difendere per vie giudiziarie». Lillini si muove nella struttura mentre continua a parlare e dice «è venuta l’Asl, sono venuti i Nas dei Carabinieri e noi siamo aperti, questo significa che siamo onesti, precisi. Sono molto arrabbiato per questa ribalta mediatica che si è venuta a creare per una serata che era una cena spettacolo con cinquanta persone mentre ci sono locali a Civitanova Marche che la sera non si sa quello che succede, qui non è successo niente. La signora, presunta Covid, neanche era infetta quella sera perché mi sono informato in proposito. Ho chiamato le persone di Foligno che erano insieme a lei, è stato fatto il test a queste persone e sono risultati tutti negativi. Tutti negativi al primo test, adesso aspettiamo il secondo. Intanto però quello che è successo è vergognoso, così si danneggia il turismo di Porto Sant’Elpidio, da noi ci vengono tutti, questo è uno chalet importante che fa del tutto per crescere, ho clienti del Nord Italia e di varie parti del mondo, che figura faccio? Adesso aspettiamo solamente le analisi nostre, del personale, e se siamo tutti negativi faccio un casino che non si può immaginare perché è stata fatta una pubblicità infamante su un locale importante. Bisogna salvaguardare il turismo locale, io sono stato infamato con tutto lo staff. La turista umbra l’ho sentita al telefono e sta bene, sta a casa, intanto c’è stato un attacco mediatico a uno chalet che lavora tanto e bene. Oggi come oggi il virus può essere ovunque, può capitare di ammalarsi e neanche ce ne accorgiamo, per questo non è accettabile che un locale venga chiamato in causa in una situazione del genere».

4-8-2020

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pin It on Pinterest