Terza corsia, sindaci sul piede di guerra

Terza corsia, sindaci sul piede di guerra

Basta un camionista a calcolare male le distanze, l’altezza del ponte è inferiore a quella del mezzo pesante con l’escavatore sul rimorchio e il camion s’incastra sotto il cavalcavia. L’escavatore si sfila e piomba sulla carreggiata, siamo in A14 e l’incidente diventa incubo. Nel torrido martedì di fine luglio, con la colonnina di mercurio a sfiorare i 40° e l’asfalto infuocato, le auto s’incolonnano e si creano code chilometriche in autostrada e sulla statale, dove si riversano gli automobilisti usciti dai caselli fatti chiudere. Dopo il caos viadotti, tra sequestri e dissequestri, lavori che vanno avanti all’infinito, la bretella di collegamento del Centro Italia, che attraversa la Regione, mostra tutto il dramma infrastrutturale di un territorio tra gli Appennini e l’Adriatico che chiede di stare al passo coi tempi. La prefettura a fine giornata dirama un comunicato per dire che l’incidente è stato «singolare e difficile», tanto che si sono creati cinque km di coda in autostrada e dieci sulla statale, con malori ed emergenza rientrata solo alle 18.30. il cavalcavia tra Via Beato Angelico e Via San Francesco d’Assisi è danneggiato, preoccupa la sua staticità e il sindaco Nicola Loira si fa sentire «quello che è successo avvalora alcune nostre posizioni in relazione alla terza corsia – dice – s’impone un ragionamento nuovo, perché l’autostrada a Porto San Giorgio passa dentro la città, il cavalcavia è danneggiato e non è dato sapere quando sarà ripristinato, stanno ancora valutando se rimetterlo a posto o abbatterlo e i tempi sono lunghi, ce lo insegna la storia italiana, avremo interdetta una strada importantissima che collega il centro urbano al centro internazionale catecumenale, a un’importante struttura turistico-alberghiera e a tanti residenti. Mettiamo la terza corsia responsabilmente al centro dell’agenda politica ma s’impone subito un progetto alternativo per Porto San Giorgio, che sta pagando un prezzo troppo alto». Loira è in contatto con la società Autostrade per aggiornamenti continui e avverte «siamo disponibili al confronto, ma un tragitto alternativo da Porto San Giorgio in giù è obbligatorio, questa autostrada “delle vacanze” è da ripensare, se non vogliamo una viabilità da terzo mondo ma è obbligatorio la terza corsia tanto quanto un tratto alternativo per non dover subire la paralisi del centro per incidenti, rifacimenti, sequestri e adesso il cavalcavia». Loira si toglie un sassolino dalle scarpe: «quando, anni fa, ragionando sulla terza corsia dicevamo che Porto San Giorgio non ha una situazione identica ad altre città, perché l’autostrada passa dentro, qualcuno faceva spallucce, ma il nostro non è ostruzionismo, siamo aperti al confronto ma alla Regione chiediamo di valutare investimenti, anche sulla Valdete». Il sindaco di Fermo Paolo Calcinaro ricorda che di questo argomento ne discuteva già in consiglio da consigliere e ricorda che nel 2006 per il no alla terza corsia «oggi dobbiamo interrogare i candidati alla Regione per capire la loro volontà di portare immediatamente quest’investimento sul tavolo del governo, quantomeno riprendere il discorso, da parte di Fermo c’è tutta la predisposizione, le tre corsie possono evitare una paralisi del genere in caso di incidente». Dice la sua anche il sindaco di Porto Sant’Elpidio Nazareno Franchellucci «l’incidente è l’ennesima riprova di come manchi un potenziamento infrastrutturale, di come la terza corsia sarebbe stata vitale, di come si crea facilmente la paralisi totale. Non si può immaginare quante telefonate di annullamenti di incontri, di relazioni economiche e commerciali ci sono stati martedì, in un momento tanto delicato per l’economia. Mi rivolgo a 360° a coloro che andranno a governare questa Regione per i prossimi anni: il tema delle infrastrutture, della viabilità, delle reti viarie deve essere priorità assoluta».

29-7-2020

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