I rave party tra ragazzini tra birra e bottiglie di vino

I rave party tra ragazzini tra birra e bottiglie di vino

Risse, vandalismi, ammucchiate e ubriacature sono i quattro vizi capitali dell’estate by night che questo fine settimana è stata sotto controllo dopo gli alert delle ultime settimane. Episodi che hanno destato allarme al punto che ne sono seguiti comitati per l’ordine e la sicurezza e in prefettura s’è messo a punto un sistema di prevenzione della movida molesta con controlli a tappeto nei locali e in spiaggia. Le ultime notti non sono state proprio tranquille ma almeno non risultano ricoveri all’ospedale di feriti o comi etilici. Carabinieri e poliziotti sono stati sempre in giro tra Pedaso e Porto Sant’Elpidio e il bilancio segna un paio di aggressioni, una scongiurata, un minor quantitativo di lettini danneggiati e le solite lattine di birra vuote la mattina dopo. A Porto San Giorgio un gruppetto di adolescenti ha tenuto in allerta tra la bambinopoli e il parcheggio dietro ai campi da tennis ma all’arrivo delle divise tutto è tornato alla normalità. Chi abita sul lungomare Gramsci continua però a lamentarsi per i bivacchi e il vociare tra le due e le quattro, un chiacchiericcio indistinto di sottofondo a volume esagerato. I locali della movida si fanno guardinghi e chiudono le porte a chi arriva già bello alticcio. Per questo in uno chalet sabato sera s’è sfiorata la zuffa tra due giovani avvinazzati che volevano a tutti i costi entrare e gli addetti alla sicurezza che non volevano sentir ragioni. Tutto si è risolto con la minaccia di chiamare i carabinieri da parte della security. Particolare attenzione delle forze dell’ordine è stata dedicata ai controlli in spiaggia perché continuano a registrarsi ammucchiate. Ragazzi e ragazze in gruppi anche di trenta o quaranta persone, dopo aver passato in rodaggio i bar si danno appuntamento in riva al mare per smaltire la sbornia e tirare a tardi fino all’alba. Nelle sabbiose spiagge fermane si organizzano veri e propri rave party che vengono pianificati in anticipo su gruppi WhatsApp e su Facebook, la musica è a palla, amplificata al massimo sui telefonini, le lattine di birra e i bottiglioni di vino da 5 litri non mancano mai. Nemmeno Marina di Altidona non si salva dalla movida molesta anche se il tratto di spiaggia libera oltre la ferrovia isola la zona dall’abitato e quindi desta meno allarme, salvo dover fare i conti il giorno dopo con il passaggio dei barbari poche ore prima. Intanto si fanno sempre più stringenti i controlli nei locali con i poliziotti e i carabinieri che s’infiltrano tra i giovani. Alcuni locali sono stati fatti chiudere nelle scorse settimane per mancato rispetto dei protocolli anticovid, il caso di Pesaro, i cinque contagiati a una festa, torna a far preoccupare per il possibile ritorno del virus. Si moltiplicano i sopralluoghi nei piccoli alimentari che restano aperti nelle ore piccole, nei market, nei ristoranti etnici. A Lido di Fermo due ragazzine sono passate dalle parole ai fatti in un battito di ciglia, si sono accapigliate e una è stata soccorsa dalle amiche, tutto è finito lì, in un quarto d’ora, non è stato chiamato il 118. Motivo della contesa sarebbe stato un coetaneo.

 

INCASTONATO

 

Marocchino ventenne soccorso in mare dalla Guardia costiera ieri notte a Lido Tre Archi. Il giovane era salito su un pedalò che continuava a imbarcare acqua, sono stati gli amici che erano lì a pescare ad allertare il 113 e di lì in breve il centralino della questura ha avvertito la capitaneria, quindi è arrivata la motovedetta a soccorrere il ragazzo trovato in buona salute, non s’era reso conto del rischio che stava correndo. Una bravata che ha rischiato di finire in tragedia. Gli è andata bene considerando l’ora, dopo l’una di notte, non era facile mettere in moto la macchina dei soccorsi. A quanto risulta il pattino imbarcava acqua perché era stato tolto il tappo e questo è un classico modo di fare degli operatori balneari che tentano così di salvaguardare i loro mezzi perché i furti di pattini non sono un’eccezionalità. Uno era stato rubato a Casabianca l’estate scorsa ed era stato ritrovato a Porto Sant’Elpidio. Sempre l’anno scorso i carabinieri erano riusciti a dimostrare che diversi furti ai danni di chalet erano stati commessi da ladri arrivati via mare, con un pattino, trovato abbandonato a riva. Non è il caso di ieri notte che, comunque, ha tenuto tutti sulle spine perché il mare era mosso, c’era vento e il pedalò poteva ribaltarsi da un momento all’altro mentre il marocchino pare che non sappia nuotare. Fortunatamente tutto si è risolto per il meglio.

26-7-2020

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