Più furti, ma i reati sono in calo

Più furti, ma i reati sono in calo

Le turiste scippate a Lido San Tommaso sul lungomare, la titolare della rosticceria rapinata in centro a Porto Sant’Elpidio, le ciabatte della ragazza in spiaggia sparite a Pedaso sono brutte esperienze, purtroppo da mettere in conto di questi tempi. I reati, quelli veri, le rapine, gli assalti alle gioiellerie, alle banche, alle poste o alle ville sono ai minimi termini ma dal confinamento, quindi da marzo, ai giorni nostri, l’allarme sicurezza sale inarrestabile. Il divario tra percezione e realtà lo si deve all’aumentare di ladri di polli e al diminuire di bande di professionisti. Su tutto c’è la crisi, quindi il fermano attrae di più la piccola delinquenza e viene snobbato dalle organizzazioni criminali che non si muovono mai per un pugno di mosche. C’è un proliferare indistinto di ladruncoli, giovani e meno giovani, italiani e stranieri, uomini e donne, prendono di mira oggi un locale domani un altro e vanno avanti così, a sparire sono i polli arrosto, nel vero senso della parola, davanti al naso dei commercianti che li vendono. Ne ha fatto esperienza la signora dietro al bancone in località elpidiense, via Principe Umberto, pieno centro, quattro volte derubata in poche settimane, evidentemente sa cucinare. Sono le piccole attività quelle più sotto lo scacco dei fannulloni arraffa tutto e non si salva nessuno: bar, chalet, ristoranti, sottoscala, vanno a ruba biciclette e telefonini, cibi cotti e pochi spiccioli che impavidi esercenti si azzardano ancora a lasciare in cassa. Anche l’infradito di tendenza può far comodo a costo zero, è successo in spiaggia ieri a Pedaso che una giovane è dovuta tornare a casa a piedi, ma tutto il mondo è un paese e fatti del genere si moltiplicano ovunque, a Fermo come a Porto San Giorgio. Sotto l’ombrellone a rischio sono i portafogli lasciati abbandonati mentre si fa la nuotatina rigeneratrice e le vetrate delle auto in sosta sono sempre a rischio in questo periodo. Gli esperti li chiamano reati bagatellari, fatti di poco conto che, però, fanno parecchio arrabbiare chi si trova a vivere l’esperienza. «Dobbiamo metterli in conto, purtroppo, la situazione non è normale ma è nella norma» dice Romano Montagnoli, segretario regionale del sindacato balneari e gestore di uno chalet a Porto San Giorgio. A Porto Sant’Elpidio, dopo l’ondata di raid nei locali del centro e sul lungomare, l’assessore alla sicurezza Vitaliano Romitelli ha contattato alcuni dei negozianti depredati per manifestare loro la sua vicinanza «la gente va supportata in questi frangenti, deve sapere che qualcuno c’è a  seguire le questioni – spiega l’assessore – le forze dell’ordine sono presenti, si può migliorare sempre con la collaborazione di tutti, tra qualche giorno avremo anche il vicecomandante che aspettiamo da tempo, cercheremo di essere sempre più presenti». Dalla sede della Vigile Picena, vigilanza privata molto attiva nel fermano, riferiscono un aspetto curioso: «il grosso degli interventi è nelle zone industriali e nella zona mare e i furti sono per le cose da mangiare, si vuotano i frigoriferi di cibi e bevande, la delinquenza spicciola è in aumento, ci arrivano parecchie segnalazioni e c’è tanto lavoro, sarà la crisi». In estrema sintesi: si ruba per fame. A rassicurare c’è il parere di Alessandro Romagnoli che collabora con l’agenzia investigativa Zenith di Fermo: «i furtarelli si registrano sempre ma è molto peggio nel maceratese. Anche Tre Archi, rispetto al passato, grossi problemi non ne ha in confronto a Macerata, Civitanova». Allora il presidio fisso di polizia non è necessario, chiediamo «invece è assolutamente necessario – risponde Romagnoli – va assolutamente attivato e so che il Comune se ne sta occupando, a mio avviso anche bene. Quello che si sta facendo in quel quartiere comincia a dare i suoi frutti, ma il cambiamento non lo si può cogliere dall’oggi al domani, ci vorranno un paio d’anni ma la piega intrapresa è positiva».

22-7-2020

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