L’ex-Fim spaventa pure i bagnanti 

L’ex-Fim spaventa pure i bagnanti 

La sensazione di vuoto che si prova guardando la Fim, la cattedrale nel deserto o meglio, quello che ne è rimasto, la rimanda la spiaggia di fronte al fabbricato. In queste giornate estive Porto Sant’Elpidio, tra residenti e turisti ha le spiagge piene di persone e l’unico tratto poco frequentato è quello davanti alla Fim. Come se lo scheletro della vecchia fabbrica di concimi mettesse paura, qualcosa di spettrale lo emana in effetti. Un’immagine che è sostanza, non solo forma, perché ad oggi niente si è mosso in via Faleria e il sindaco Nazareno Franchellucci ammette, con un gelido «nulla» di risposta al telefono, che il sogno è diventato miraggio. Un’idea irraggiungibile la riqualificazione dell’area. Si fa prima a morire di sete. Un mese fa era tornata sull’argomento Legambiente che, quando era in vita Antonietta Belletti, di battaglie ne aveva fatte e tante sulla cattedrale. Adesso gli ambientalisti, dopo la dipartita dell’attivista, si fanno sentire meno ma gli argomenti per tenere aperto il dibattito, alla fine dei conti, sono sempre gli stessi perché, nella sostanza, nulla è cambiato in tanti e tanti anni. Viene da pensare che ci aveva visto giusto l’attuale presidente del consiglio Milena Sebastiani quando, da assessore al turismo, per l’Halloween del 2013 s’inventò un evento con la Fim a fare da teatro e da sceneggiatura e battezzò l’iniziativa “The Horror Fim”. Lo spettacolo ancora prima di partire sollevò un mare di polemiche, le sorelle Vincenza e Angela Maria Guizzi, figlie del direttore della fabbrica di concimi ai tempi d‘oro, invitarono il sindaco a stoppare la kermesse. A pensarci oggi, passati sette anni, quei video-mapping spettrali proiettati sulle pareti dell’edificio da bonificare, a dire il vero, erano perfetti. Ci avevano visto giusto allora Sebastiani, ci aveva preso. Certamente oggi quel rudere che dovrebbe ancora rappresentare il lavoro, l’impresa, il saper fare, abbandonata a sé stessa in quelle condizioni, come una cattedrale nel deserto, scoraggia. La zona, lo si vede adesso, con i camperisti all’assalto di quell’area in queste settimane, è altamente appetibile per i turisti, eppure continua a non essere frequentabile, fruibile, vivibile. Altro che film dell’orrore. Che poi l’Horror Fim non si sia più replicato è altra questione. Da allora niente è cambiato per ridare dignità a un luogo simbolo. Si sono mancati tutti gli obiettivi e sulla previsione di costruzione per 33mila mq bisognerebbe aprire un capitolo a parte. Con la crisi, la pandemia e l’autunno nero che si profila è impossibile pensare che qualcuno possa essere disposto a costruire, per ritrovarsi poi con centinaia di appartamenti invenduti. Per il turismo non va meglio, è tra i settori in assoluto più colpiti dal virus e i suoi effetti sull’economia e ragionare su una struttura megagalattica è uno schiaffo alla logica. Dunque resta tutto fermo, una paralisi annunciata, un risanamento interrotto tra soprintendenza, ministero, decisioni che non arrivano, privati che non investono. Eppure la Fim è una partita che Porto Sant’Elpidio non può perdere. Per ironia della sorte la spiaggia davanti, a dispetto del lungomare sud che scompare, si è rimpolpata proprio lì, dove pochi vanno a rosolarsi al sole. Evidentemente l’ombra di quello che l’area avrebbe potuto essere e non sarà mai, non piace.

 

21-7-2020

 

 

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