Il questore chiude il Turkish Kebab

Il questore chiude il Turkish Kebab

Dopo cinque giorni di sospensione dell’attività il Turkish Kebabbaro in piazza Garibaldi a Porto Sant’Elpidio avrebbe dovuto riaprire ieri ma alle 10 sono scattati i sigilli. Altri sette giorni di chiusura, lo ha disposto il questore «per motivi di ordine e sicurezza pubblica» si legge nel cartello in vetrina. Il locale era nel mirino da quando, sabato 11 luglio all’alba, i carabinieri erano dovuti intervenire per sedare i bollenti spiriti di ragazzi ubriachi. Una rissa era cominciata nel locale e si era sviluppata fuori alle 5 di mattina. I residenti si erano svegliati al rumore di calci, pugni e urla. L’Arma aveva disposto subito la chiusura temporanea e adesso c’è la sospensione della licenza per una settimana. Carabinieri e poliziotti hanno eseguito l’ordine e non è stata un’acqua di rose perché Saban Baruc, il curdo che gestisce il negozio di kebab con il fratello dove lavorano in quattro, ha dato filo da torcere. Gridava che si sentiva discriminato perché straniero, pronunciava frasi tipo: «siamo in Italia e devi rubare e spacciare se vuoi stare tranquillo, se lavori onestamente chiudi». Le forze dell’ordine, 7 mezzi e 14 uomini in centro ieri con il tenente Serafino Dell’Avvocato, comandante del Nucleo operativo e radiomobile dei carabinieri, e il maresciallo Corrado Badini, comandante della stazione di Porto Sant’Elpidio, hanno portato a termine un’operazione veloce e ad alto impatto. Poco dopo è arrivato il comunicato della questura e vi si legge che «per ulteriori anomalie riscontrare nella gestione del locale l’Arma dei Carabinieri ha proposto al Questore l’adozione della ulteriore misura a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, sia per la recente rissa ma anche per altri analoghi episodi avvenuti nel recente passato». Sono tempi difficili, per i commercianti stretti tra la crisi e le regole antivirus, per i residenti e i turisti che vorrebbero dormire sonni tranquilli, per le forze dell’ordine che hanno già parecchio lavoro da fare in estate, figuriamoci adesso. La questura dice che «la comprovata sinergia tra le forze dell’ordine e l’unità d’intenti finalizzata a garantire e tutelare, non solo in questo periodo, la sicurezza, ha consentito di ottenere un ulteriore risultato positivo per l’ordine pubblico e la serenità delle persone». Il venditore di kebab curdo, che ha insistito per parlare con noi e spiegare le sue ragioni dice «sono straniero e per questo sono tutti contro di me, per colpa della rissa chiudono la mia attività ma io faccio un lavoro pulito, sono in regola, alla sicurezza deve pensare la polizia non io. Ho chiamato il 113 per avvertire quando quelli hanno cominciato a litigare e non posso pagare per loro, perfino davanti ai carabinieri hanno continuato a picchiarsi». Sarà che in certi locali si vende alcol facile? Chiediamo: «io non vendo alcol dopo le tre di notte, rispetto la legge e devo continuare a lavorare per mantenere la famiglia» risponde Baruc.

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