Luna Rossa non ha più spiaggia, un altro chalet senza ombrelloni

Luna Rossa non ha più spiaggia, un altro chalet senza ombrelloni

Continua inesorabilmente a sparire la spiaggia sul litorale sud di Porto Sant’Elpidio, non bastava il Coronavirus che ha messo in ginocchio il comparto, anche la natura rema contro. Luna Rossa è uno degli chalet che quest’anno non hanno potuto mettere neanche un ombrellone. Il sindaco Nazareno Franchellucci ha firmato l’ordinanza di interdizione alla battigia nel tratto prospiciente l’area demaniale 13/B1. Così, dopo Trentasette, Aristomatti e Storione, che si salvano grazie alle scogliere radenti altrimenti sarebbero già in ammollo, pure lo stabilimento più a nord, circondato da cubi in cemento per non sprofondare, non offre più il servizio da spiaggia. La situazione è drammatica, il problema sembra essersi acuito dopo che il pennello a sud, in prossimità della foce del fiume Tenna, è stato rimpolpato. I pescatori dicono che sia sua la colpa. A quanto pare, dopo che sono stati rinforzati gli scogli a Lido Tre Archi, sono avanzati alcuni massi che sono stati accantonati su quella lingua in cemento. Così, nelle immediate vicinanze, si è venuta a creare una sorta di vasca, dove il mare va a sfogare e a erodere. I soci della concessione denominata Marinai d’Italia dicono che dalle loro parti negli ultimi due anni si sono persi due metri lineari di arenile, ma il peggio è nella zona che va dalla piattaforma di legno a Luna Rossa che, si ricorderà, aveva dovuto mettere i cubi in autunno, per creare una sorta di muraglia all’altezza dello stabilimento, non solo alla base. Le mareggiate di novembre avevano penalizzato gran parte degli chalet della zona sud, fino all’Orfeo Serafini, il problema è un po’ per tutti gli stabilimenti da quelle parti. Esercizi che, guarda caso, registrano un turnover impressionante nella gestione. Le concessioni rimangono in capo a chi ce le ha da anni, ma la gestione si rinnova di continuo. Quello che oggi è Aristomatti due anni fa era Salè, Luna Rossa ha mantenuto il nome ma ha cambiato gestione, quello che oggi è Why due anni fa era Kooka, Zio Pesce l’anno scorso era Lu Missile e prima ancora Splash, La Terrazzina sul Mare tre anni fa era Konkobà. Il Pepenero tiene chiuso uno stabilimento addirittura, Rosmarino quest’anno non c’è. Oggi, che tutti riconoscono il fallimento della scogliera sommersa sperimentata solo a Porto Sant’Elpidio, mentre nei comuni confinanti c’è la barriera emersa, emerge prepotente il problema erosione. Al sindaco non rimane che agire con interventi tampone e, come nel caso di Luna Rossa, emettere ordinanza per vietare l’uso della battigia. Così è dallo Storione, fino al confine nord del Trentasette, compreso il tratto demaniale dove insiste lo scolmatore, e poi tutto il fronte mare di Luna Rossa. L’ordinanza vale per il periodo estivo, fino a metà settembre. Questi chalet, che non possono offrire il servizio da spiaggia, sono aperti con la ristorazione, sono ristoranti sul mare a tutti gli effetti e si qualificano per l’eccellente cucina marinara. La ristorazione, per molte di queste attività, è stata la loro salvezza. Indubbio è il fascino di un locale a picco sul mare, capace di offrire dell’ottimo cibo e un’eccellente rapporto qualità prezzo, va detto però che il periodo, anche per i ristoranti, non è dei migliori. Non resta che incrociare le dita in attesa di tempi migliori.

Affidamenti diretti, i civici fanno le pulci 

Affidamenti diretti, il Laboratorio Civico vuole vederci chiaro: «il nostro monitoraggio continua – scrivono i civici – e questa volta a balzare all’occhio sono alcuni “affidamenti diretti” che ci sono stati in un periodo ravvicinato e sempre alla stessa azienda: la Sacef Snc». La società cui si fa riferimento, insieme a un’altra, è stata incaricata dei lavori di difesa temporanea della costa sul tratto nord del litorale, la posa in opera dei sacchi a difesa delle strutture, per un importo di 21.836 euro. Il Laboratorio Civico se lo ricorda, lo fa notare, e sottolinea che alla stessa ditta, dal 13 maggio al 23 giugno 2020, sono stati affidati direttamente tre incarichi per un importo netto di 8.300 euro: uno per il ripascimento dell’area in prossimità dello chalet “La Playa de Cococciò”, uno per la sistemazione dello scolmatore in zona centrale, in prossimità della Lega Navale, uno per la sistemazione del fosso Fonte Serpe. «Da cittadini elpidiensi non possiamo che essere felici dei lavori in corso – dicono i civici – ma per quanto riguarda gli “affidamenti diretti” sotto la soglia dei cinquemila euro ci chiediamo se non fosse possibile alla nostra amministrazione garantire un sano principio di rotazione delle imprese, piuttosto che concentrare i lavori sempre agli stessi soggetti». Il Laboratorio domanda se i frazionamenti dei lavori sono dovuti a una mancata pianificazione, quindi a un approccio ai problemi sempre in emergenza. Approccio che non convince, trattandosi di interventi di manutenzione routinaria, quindi prevedibile. Il Laboratorio chiede all’amministrazione di chiarire i criteri di pianificazione ed esecuzione dei lavori, una pianificazione che deve garantire la rotazione dei fornitori: «chiediamo una pianificazione attenta e rispettosa dell’offerta migliore in termini di rigoroso rapporto qualità/prezzo» la chiosa civica.

Ucciso a coltellate, l’indagine va avanti 

Si riapre il caso di Mihaita Radu, il 31enne romeno trovato morto all’alba del 17 febbraio scorso nelle campagne di Porto Sant’Elpidio. Accoltellato alle spalle. La madre Stoiana ha trovato il coraggio di uscire allo scoperto e parlare, chiede verità su suo figlio. Un mistero che, dopo 5 mesi, non ha ancora un nome iscritto sul registro degli indagati. La donna ha lanciato un appello, chiede che il colpevole paghi per il crimine commesso, preoccupata per il fatto che un delinquente in libertà possa commettere un altro delitto. Indaga il sostituto procuratore Alessandro Pazzaglia, dopo lo stop forzato causa Covid, l’iter è ripartito. Nei prossimi giorni si profilano novità, probabilmente nel fine settimana. A tutelare la famiglia Radu è l’avvocato Filippo Polisena. Si tratta di riscrivere gli ultimi istanti di vita del giovane che avrebbe compiuto 32 anni 3 mesi dopo la terribile fine, brutalmente ucciso mentre era in stato d’inferiorità nei confronti dell’aggressore, era stato visto in giro domenica 16 febbraio, il giorno prima della tragedia, era in via Battisti a Porto Sant’Elpidio, non era sembrato lucido a chi lo aveva incrociato tra le 18 e le 22, dopodiché era sparito, per essere ritrovato cadavere in una strada di campagna. 87dc5dbb-5e93-49e0-98d8-14ab4ee4e80a

14-7-2020

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pin It on Pinterest