Tre Archi riparte, questo è il mare per le famiglie 

Tre Archi riparte, questo è il mare per le famiglie 

Primo mercatino estivo flop in via Aldo Moro martedì sera, sono arrivati solo due ambulanti, hanno visto che non c’era nessuno in giro e se ne sono andati via subito.  Sarà il virus che tiene in casa le persone, sarà la mancanza di soldi o la zona poco appetibile ma l’estate è arrivata e Lido Tre Archi spinge per ripartire. I turisti stanno arrivando e i mercatini, se non funzionano da una parte, possono funzionare da un’altra, sul lungomare ad esempio, in via Ugo La Malfa. Tra campeggi, bar, ristoranti non mancano le attività imprenditoriali in questo piccolo angolo di paradiso che risulta essere molto apprezzato dai vacanzieri del Nord Italia. Arnaldo Toffalori arriva dal Veneto, da Sant’Ambrogio di Valpolicella, «vengo nello stesso posto da 32 anni e mi trovo molto bene – dice – venivo con i bambini che sono diventati grandi, ora sono arrivati i nipoti e tutti gli anni siamo qui da fine giugno a fine luglio, non vedevo l’ora di tornare, l’ospitalità è al top, Carlo (Angelici, titolare del camping Tre Archi, ndr) è uno di famiglia per noi». Carmelo Spagnuolo è siciliano e vive a Monza, «sono affezionato a questo posto – fa sapere – le previsioni in tutta Italia non erano delle più rosee, ma vengo qui tutti gli anni da un ventennio, da maggio a settembre, vengono i figli, i nipoti, fratelli e sorelle, non ci manca niente». Roberto Moretti del chiosco Tabù, rispetto all’anno scorso, non ha perso un ombrellone «il Comune, con la Capitaneria, quest’anno mi è venuto incontro – afferma il balneare – il mio è un noleggio su spiaggia libera, dovrei togliere lettini e ombrelloni la sera, invece li posso tenere». A proposito di turisti «quelli delle seconde case sono arrivati tutti – fa sapere Moretti – il lavoro c’è». Carlo Angelici del camping Tre Archi è ripartito il 20 giugno, sabato fa il circo per i bambini e poi le serate di musica «sta andando bene rispetto alle previsioni – spiega l’operatore turistico – le prenotazioni stanno andando molto bene». Liliana Mocanu del bar Giulia ha ampliato l’attività, sperava di fare di più quest’estate «rispetto all’anno scorso il lavoro è diminuito, di questi tempi facevamo 70 colazioni, adesso 15». Per rimediare alle carenze Liliana s’è inventata le grigliate al bar Giulia tutti i venerdì sera e l’aperitivo alle 18, la voglia di fare non manca e sarebbe da premiare. Bar e ristoranti sono le attività più penalizzate dalla pandemia, se i titolari del bar Aquila, ad esempio, avessero saputo del coronavirus, forse non avrebbero fatto l’investimento colossale l’anno scorso per trasformare un’attività di bar e piccola bottega in un mega ristorante-pizzeria. Una struttura stile liberty che ha riqualificato l’ingresso al quartiere. Lì fino a settembre 2018 c’era un tugurio, adesso c’è un bellissimo locale per mangiare e divertirsi, una struttura spaziosa e d’effetto «abbiamo contribuito alla ristrutturazione dell’edificio con lavori avviati nell’ottobre 2018 e conclusi nel gennaio 2019 – afferma Artan Sharka – l’impatto sui turisti l’anno scorso è stato impressionante, tutti ci facevano i complimenti, ma quest’anno ho l’impressione che il lavoro si concentrerà sulle due settimane centrali di agosto». Per una struttura di quelle dimensioni non bastano 15 giorni di pienone, bisognerebbe capire come sostenere attività come questa, a vocazione turistica e penalizzata. Il problema non si pone, invece, per la tabaccheria Camilli, un punto di riferimento nel quartiere, attività che il covid non ha fermato. Sul flop del primo giorno di mercato Doriano Camilli fa notare che «c’è in progetto di portare le bancarelle sul lungomare, in via La Malfa, il mercato settimanale tutto l’anno e il mercatino estivo la sera». A proposito di turisti «ci sono come in passato – afferma il tabaccaio – ma non si spende, c’è paura, la nostra attività non è in perdita perché non ci siamo fermati mai, abbiamo sempre lavorato».

8-7-2020

 

 

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