Gli squadroni della morte, la melma nella quale sguazza Robecchi

Un giornalista che non trova da scrivere di crisi, di Csm, di Palamara, di Benetton o Mes, di Cina, Bonafede o Conte, di trafficanti, ong, preti e magistrati, premier per caso e grande fratello, lockdown, imprese che chiudono, fame, statue imbrattate, ma trova da scrivere sul fascismo come lo definisci? Per me è un invasato. Robecchi mi riporta alla guerra civile, agli squadroni della morte, ai partigiani comunisti che rubavano, stupravano, ammazzavano, coperti dal Pci.

C’è un sito internet consultabile www.laltraverita.it 

Si stima che siano state 31.500 le vittime nella resa dei conti nel dopoguerra. C’era chi veniva ucciso perché non voleva pagare e chi faceva la stessa fine dopo aver pagato i partigiani comunisti che si macchiarono di crimini bestiali.

Troppe sono le storie da raccontare. In Emilia Alberto Morselli versò ai partigiani comunisti 150mila lire da consegnare al Cln (comitato di liberazione nazionale cui fa riferimento Robecchi nell’articolo). Al Cln arrivarono solo 50mila lire, il resto lo intascarono i partigiani e quando il benefattore venne a saperlo ebbe a che lamentarsene. Quindi il 10 aprile 1945 sei partigiani garibaldini e due disertori tedeschi lo sequestrarono, insieme alla bella sorella Tina, ammazzarono entrambi, lei venne prima stuprata. Quattro anni dopo furono denunciati, ammisero sequestro e delitto, poterono godere del sostegno dei compagni comunisti arrivati con le corriere da Modena al processo a Perugia. I tifosi degli assassini erano tutti iscritti al Pci, erano ultrà da curva, tifosi da stadio, il Pci spedì un plotone d’esecuzione: 19 falsi testimoni per dire al giudice che i Morselli erano stati uccisi perché erano pericolose spie al servizio dei nazifascisti e quindi meritavano la morte. Naturalmente erano falsità e fu dimostrato, quindi gli imputati furono condannati a 24 anni di carcere ma ottennero le attenuanti generiche, l’amnistia per i reati di rapina, sequestro di persona, violenza carnale e occultamento di cadavere e perfino il condono di 17 anni. La pena per il doppio omicidio si ridusse a 7 anni. Sono passati più di 70 anni e su questa melma continuano a sguazzare quelli come Robecchi che scrive un articolo demenziale, fuori dal tempo e dallo spazio, parla di apologia di fascismo e mi fa pensare agli invasati dal grilletto facile, invita i compagni a usare lo schioppo, come settantacinque anni fa, ma quelli non sparerebbero più. Rimane Robecchi e pochi altri palloni gonfiati a sparare cazzate, inclassificabili.

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