I comitati: “ripensate il 5G”

I comitati: “ripensate il 5G”

Non c’erano i sindaci, che erano stati invitati, a dibattere sul 5G alla Croce Verde venerdì sera, nel dibattito pubblico promosso dal neo costituito Comitato Stop 5G presieduto da Alessandro Liberati in cui si è parlato di elettrosmog, salute e alternative tecnologiche alla tecnologia di quinta generazione che tanto preoccupa, al punto che 35 su 40 nel Fermano hanno firmato un’ordinanza di stop alla progettazione, in via precauzionale. L’iniziativa, spiega il presidente del comitato, è stata utile ad «affrontare in modo comprensibile le basi fisiche del concetto di radiofrequenza, di campi magnetici e le generazioni di comunicazione fino ad arrivare al 5G». A preoccupare di più quelli del comitato, i presenti alla sala conferenze in via Del Palo, che era piena e c’erano altri comitati che si stanno costituendo, nonché le persone che hanno seguito il dibattito online sui social, sono le ricadute sulla salute dell’esposizione ai campi elettromagnetici. Tanto che è stata presenta una nuova tecnologia di trasmissione dati considerata più sicura del 5G: la Li-Fi (Light Fidelity) ossia la tecnologia di ultima generazione per la trasmissione dei dati senza fili attraverso la luce che potrebbe sostituire Wi-Fi e 5G. Con Liberati a dibattere dell’argomento c’erano il prof Alberto Volponi, che ha parlato di campi elettromagnetici a radiofrequenza, la dottoressa Debora Cuini che ha rimarcato le ricadute sulla salute, si è parlato anche di come i comuni possono difendersi dai ricorsi al Tar delle grandi compagnie che accelerano sul 5G. Era presente anche il capogruppo comunale di Fratelli d’Italia Giorgio Marcotulli che fa sapere «la sala era piena, i sindaci non c’erano, non è facile coinvolgerli ma c’erano tante persone che lavorano anche in ambito farmaceutico e si sono chiariti parecchi aspetti, argomentando sulla base di fonti attendibili». Quello che i relatori hanno tenuto a precisare è che nessuno di loro è contrario alla tecnologia ma non si capisce il perché la politica sul 5G non si faccia sentire e tutto debba passare in sordina senza che la cittadinanza sia informata dei rischi di questa novità che le compagnie telefoniche stanno spingendo. Non si capisce, secondo i relatori e gran parte del pubblico presente in sala l’altra sera, qual è la reale esigenza del 5G mentre l’allarme è dato dal fatto che, con questa nuova tecnologia, si sarà un moltiplicarsi di dispositivi che interagiscono tra loro e creano attorno all’uomo una sorta di gigantesco forno a microonde.  Su tutte, la domanda che si pone è questa: la 5G fa comodo alle persone o alle grandi compagnie telefoniche che con essa abbattono i costi del servizio offerto? La dottoressa Cuini si è concentrata sugli effetti per la salute dei campi elettromagnetici «una tematica che mi sta particolarmente al cuore – spiega, e argomenta – la premessa è che dobbiamo vivere in un ambiente sano». I più indifesi «sono i bambini» afferma Cuini, parla dei tumori infantili in aumento, di impennata di patologie legate all’ambiente quali allergie, intolleranze, problemi respiratori. Da parte del pubblico c’è stato l’input ai comitati a organizzarsi per preparare un documento da presentare in Regione, come si sta facendo in Puglia.

4-7-2020

 

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