Scogliere, lo studio dirà se si può 

Scogliere, lo studio dirà se si può 

Scogliere emerse, avviata la procedura per affidare lo studio tecnico-specialistico propedeutico agli interventi di difesa della costa. Uno studio da 134mila euro. Ci vogliono più di 24 milioni per mettere le mani in mare e salvare la costa ma le risorse sono risicate, senza studi a garanzia del successo dell’opera non si interviene perché il rischio, dopo interventi infruttuosi e dannosi del passato, è di sprofondare il paese. L’iter per le scogliere emerse si è avviato nel dicembre 2019, quando la Regione ha approvato il piano di gestione integrata delle zone costiere e contemporaneamente il Comune ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica. C’è urgenza di partire con i lavori a sud ma i soldi non ci sono, quindi è previsto un intervento a tre stralci funzionali. Ancona di soldi in mare a Porto Sant’Elpidio ne ne vuole più buttare e chiede chiarezza. «La Regione, nel concedere i finanziamenti, ha richiesto gli studi propedeutici al progetto definitivo, studio batimentrico e meteomarino, per accertare scientificamente quali possono essere gli effetti di quest’opera, gli effetti della realizzazione a stralci e gli effetti dell’erosione sottoflutto» spiega il vicesindaco Daniele Stacchietti. La questione è delicata. Gli studi, precisa il vicesindaco, che è assessore alla difesa della costa: «sono necessari per realizzazione dell’opera, per la procedura di Via e per arrivare al progetto esecutivo». Il nocciolo è questo: per le scogliere occorrono 24,275 milioni: 1°stralcio 7,750 mln, 2°stralcio 8,065 mln, 3°stralcio 8,460 mln. Il 1°stralcio è nel programma triennale delle opere pubbliche approvato il 7 aprile e la Regione mette sul piatto: 500mila euro nel 2020, 500mila nel 2021 e 6,750 milioni nel 2022. Per il 1° stralcio, che dovrebbe essere imminente, ci sono 4,500 mln ma ne servono 7,750 mln, se non arrivano altri soldi si può partire o no? Bisogna capire come muoversi prima di farlo, sì è avuta esperienza delle scogliere sommerse messe finché sono arrivati i soldi in via Faleria, hanno scombinato, non hanno risolto. Bisognerà capire quanto tempo potrà passare tra uno stralcio e l’altro, prima di mettere le mani in mare si studia. «Stiamo lavorando per individuare le Università in grado di darci ampie garanzie di serietà e giustezza dei lavori da svolgere – dice il vicesindaco Daniele Stacchietti, assessore alla difesa della costa – e sono soddisfatto del lavoro sin qui svolto, questo è lo spirito con il quale l’amministrazione affronta il tema centrale per il futuro del paese». Ci sono 5 operatori da consultare, individuati tra le Università iscritte al mercato elettronico della pubblica amministrazione. Il criterio di valutazione delle offerte è del miglior rapporto qualità/prezzo.

30 giugno 2020

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