Più fondi per i rifugiati 

Più fondi per i rifugiati 

Per tenere in piedi la nuova rete del sistema di protezione internazionale in provincia di Fermo ci sono 580mila euro l’anno a disposizione. Nel 2020 sono 290mila euro a semestre, 276mila euro di finanziamento ministeriale e 14mila di cofinanziamento. Il Comune di Porto Sant’Elpidio è titolare del progetto denominato “Nuovi Inizi” che sarebbe scaduto il 30 giugno e pochi giorni prima è stato prorogato con delibera di giunta, stabilendo di continuare nel triennio quindi fino al 2022. Della gestione rifugiati si occupa la rete temporanea di impresa costituita dalla cooperativa sociale Nuova Ricerca Agenzia Res con sede a Campiglione di Fermo e dall’associazione On The Road Onlus con sede a Martinsicuro. Queste due realtà gestiscono 37 rifugiati che vivono in appartamento: 16 donne di cui 10 a Fermo e 6 a Monte Urano e 21 uomini di cui 15 a Porto Sant’Elpidio e 6 a Sant’Elpidio a Mare. Stretto il controllo del Comune sui costi del servizio. Allo scopo c’è il revisore contabile Silvia Bonini. Il capogruppo di Fratelli d’Italia a Porto Sant’Elpidio Giorgio Marcotulli ha fatto una richiesta di accesso agli atti per saperne di più sulla gestione dei rifugiati nel Fermano perché, purtroppo, con i soldi per i migranti qualcuno ci ha scherzato. Un’indagine in corso sul business dell’accoglienza è a Bergamo in questi giorni e coinvolge cooperative, Caritas e perfino il sindaco, a Roma c’è stato Buzzi che nel 2014 diceva “gli immigrati rendono più della droga”. Nel Fermano i controlli sono stringenti e le realtà che gestiscono il servizio sono conosciute per serietà, professionalità e correttezza. Per i rifugiati le regole sono stringenti, non possono ospitare nessuno pena la revoca dell’accoglienza, gli operatori sociali possono entrare negli appartamenti senza preavviso. Sui costi, il grosso è proprio per gli operatori sociali (192mila euro), 7mila gli psicologi, 58mila personale direttivo e amministrativo. Il piano finanziario dell’anno scorso alla voce spese per interpreti e mediatori culturali riporta 0, 80mila euro per la gestione degli appartamenti (utenze, affitti, ecc) 100mila euro spese generali di assistenza che comprendono vitto, abbigliamento, medicinali. Solo 1.600 euro per l’alfabetizzazione e 0 spese di scolarizzazione. Per l’integrazione (corsi di formazione, borse lavoro e tirocini) 60mila euro. A livello di rapporti, gli operatori contattano al telefono i rifugiati, prima del Coronavirus c’erano le riunioni ogni 15 giorni, adesso c’è Skype. «La collaborazione dimostrata dai Servizi sociali che va nella direzione della massima trasparenza – dice Marcotulli soddisfatto – sarebbe utile capire anche quali sono stati i risultati raggiunti per far integrare queste persone e renderle autonome. A loro va il mio sostegno. Dispiace però che le risorse statali per le famiglie italiane non arrivano, tanto che per mangiare si rivolgono alla Caritas». Caustico il consigliere Andrea Putzu, fondatore di Fratelli d’Italia a Porto Sant’Elpidio: «facendo due conti sono 1.600 euro al giorno di fondi statali, 1.250 euro al mese a ospite. Con queste priorità è naturale che crolli il Pil in Italia e a settembre rischiamo centinaia di migliaia di licenziamenti, con milioni di nuovi poveri. A Porto Sant’Elpidio 400 richieste di buoni spesa sono state rigettate per mancanza di fondi e centinaia di lavoratori del manifatturiero stanno ancora aspettando la cassa integrazione».

1-7-2020

 

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