Franza o Spagna, purché se magna

Ripesco un articolo rilanciato dall’Agi il 31 marzo in cui si legge che il sindaco di Bergamo Giorgio Gori si preoccupava di chi avrebbe raccolto la frutta e gli ortaggi, argomentando così: “servono almeno 200 mila lavoratori extracomunitari. Serve subito un decreto flussi” twittava. Un cinguettio che mi fa pensare oggi, leggendo del gioco sporco sui migranti a Bergamo che sta svelando l’inchiesta della Procura. Un funzionario della prefettura di Bergamo, intercettato, fa comprendere perfettamente il trucco usato per far incassare alla coop della Caritas i 35 euro a ospite per sei mesi in più del lecito. Il sindaco Gori e il superprefetto facevano pressioni politiche affinché il gioco continuasse, lo si evince dalle intercettazioni in cui parla il viceprefetto con il presidente della cooperativa della Caritas. Il metodo consentiva alle coop e associazioni coinvolte nell’inchiesta sull’accoglienza di continuare a percepire soldi ospitando nei loro centri stranieri che non avrebbero dovuto essere lì. La normativa di riferimento della prefettura di Bergamo prevedeva che il migrante, nel momento in cui otteneva lo status di rifugiato o la protezione sussidiaria doveva lasciare inderogabilmente il centro di accoglienza straordinaria entro un massimo di 15 giorni dalla notifica del provvedimento. Cosa che non avveniva. Nell’informativa inviata dal nucleo investigativo dei carabinieri alla Procura di Bergamo i militari dell’Arma sintetizzano quanto hanno sentito grazie alle microspie. A parlare intercettato è Adriano Coretti viceprefetto di Bergamo che si rivolge al presidente della coop così: “blocchiamoci subito! Non cominciamo a rompere i coglioni su questa cosa qua! … Non cominciamo a rompere i coglioni voi e Gori te lo dico subito eh! … piatto piatto, te lo dico subito eh, non scassate il cazzo perché altrimenti la denuncia alla Corte dei conti la faccio io a voi eh! Cioè non  … abbiamo scherzato anche troppo su questo argomento eh!” E’ stato fatto un gioco sporco con Morcone”. Mario Morcone il superprefetto, capo dipartimento del ministero dell’Interno. In sostanza il viceprefetto dice che, se in passato si è concesso alle coop di ospitare migranti oltre i limiti stabiliti, è stato grazie alle pressioni del superprefetto e del sindaco di Bergamo che su questa storia, per adesso, non cinguetta.

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