Il business sulla pelle della povera gente

Quando tuonada qualche parte piove, rispolvero un vecchio detto popolare per dire che non si erano fermati a Roma i misfatti compiuti sulla pelle dei migranti. Me lo ricordo bene Salvatore Buzzi e quella frase che dice tutto: “gli immigrati rendono più della droga”. Adesso, mentre le persone continuano a morire in mare, salta un altro tappo e questa piena travolge Bergamo con sacerdoti, dirigenti comunali, viceprefetti accusati di arricchirsi con i 35 euro a migrante.

Colgo lo spunto da un articolo pubblicato oggi da La Verità a firma Giorgio Araboldi che riguarda il sistema di accoglienza. Ci sono avvisi di garanzia per 38 persone accusate, a vario titolo, di associazione a delinquere per truffa, riciclaggio, sfruttamento del lavoro, inadempimento di contratti di pubbliche forniture, turbativa d’asta. Secondo l’accusa facevano la cresta sui sussidi statali ai migranti. Tra gli indagati ci sono i vertici della Caritas diocesana locale e la coop Ruah (sostenuta da un’associazione di studi giuridici sull’immigrazione sponsorizzata da una delle organizzazioni finanziate da George Soros).

Sono 3 gli arrestati, 38 gli indagati e 80 le persone coinvolte, le indagini erano partite nel 2017. Allora il governo inaugurava la strategia dell’accoglienza con Luciana Lamorgese allora prefetto di Milano, oggi ministro dell’Interno. Secondo gli investigatori, il sistema consisteva nel comunicare alla prefettura ospiti inesistenti, date di uscita diverse dalle reali, persone che alloggiavano altrove. Alcune firme sarebbero state contraffatte, alcune fatture sarebbero false. Il filone dell’inchiesta bussa alla porta del Comune di Bergamo, con il coinvolgimento di Elena Lazzari, funzionaria dell’assessorato ai Servizi sociali.

 

5292886_0825_bimba_5_mesi_libia
Il corpicino di una bambina di 5 mesi trovato ieri mattina sulla spiaggia di Sourman in Libia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pin It on Pinterest