Sicurezza, controlli senza sosta

14 giugno 2020

Controlli a Lido Tre Archi e su tutta la costa, si prevede un fine settimana di fuoco in termini di operatività per le forze dell’ordine. Numerosi sono i servizi programmati nel corso delle prossime settimane da parte dei militari dell’Arma del comando provinciale per prevenire e reprimere ogni forma d’illegalità su tutto il territorio, con particolare riferimento a quello costiero e di Tre Archi, dove si continua ad applaudire per la brillante operazione di venerdì mattina, lo sgombero dei 4 clandestini pregiudicati e con fogli di via, arrestati per resistenza, ricettazione, ingiuria e minaccia a pubblico ufficiale, occupazione e porto abusivo di atti a offendere, detenzione per spaccio, una carrellata di reati da far impallidire. E mentre continuano gli applausi a tutta la squadra intervenuta, che ha dato il meglio di sé, i residenti cominciano a chiedersi qual è stato l’inghippo che ha tenuto bloccate queste soluzioni fino a ieri. Sì, il Coronavirus ha fermato anche la macchina della giustizia, ma gli ultimi mesi non spiegano, da soli, l’incancrenirsi delle problematiche. I residenti del quartiere multietnico non la pensano tutti allo stesso modo, c’è chi ritiene che le soluzioni siano arrivate tardi e si domanda perché si sia aspettato tanto, e c’è chi si preoccupa di avere un quartiere militarizzato. Dopo gli applausi a scena aperta alle forze dell’ordine c’è chi smussa, chi punta il dito e vorrebbe sapere di chi è la colpa delle occupazioni, dello spaccio, dell’irregolarità che comporta problemi di decoro e sicurezza. «Vorrei capire perché per tanti anni le istituzioni hanno fatto finta di non vedere e si sono girate dall’altra parte» afferma un pensionato che si leva da un gruppetto di anziani seduti sulla panchina, ai giardinetti, e poi c’è il dentista, quello che ha subito il raid ladresco nello studio professionale, con tanto di furto di biciclette, che evidenzia «questa mattina (ieri, ndr) si nota veramente la differenza, grazie al sindaco, alla polizia, ai carabinieri, alla prefettura, avanti così». Nel condominio del monolocale sgomberato ieri mattina, a onor del vero, si vedevano i primi segnali d’attacco alla lamiera fissata con le viti alla porta per bloccare l’ingresso, qualcuno l’ha presa a calci, ha tentato di rioccupare il locale probabilmente, senza successo. Il sindaco Paolo Calcinaro, anche lui in prima linea venerdì durante lo sgombero, è ripagato dai messaggi di gran parte dei fermani: «grazie per il tuo impegno – gli scrivono sul profilo social – la strada è lunga ma la via intrapresa è quella giusta, se poi anche il governo potesse incidere con leggi più adeguate sarebbe il massimo». Calcinaro punta tutto sulla sicurezza a Tre Archi, dopo aver implementato la videosorveglianza, l’illuminazione pubblica, guarda al tanto lavoro che c’è ancora da fare: le telecamere per la lettura delle targhe ai varchi d’ingresso del quartiere, il presidio fisso interforze, già finanziato e nel piano periferie, ma inapplicabile al momento per i mancati rinforzi alla questura di fermo. Contro le occupazioni va giù duro: «mi dispiace per questi signori ma continuerò ad emettere ordinanze che consentiranno di chiudere questi “rifugi”». Nei prossimi giorni si insedierà il comitato consultivo, deputato a gestire gli stati di avanzamento del progetto sicurezza, ne faranno parte il sindaco, o un suo delegato, e un componente delle associazioni che hanno sottoscritto il memorandum: Confabitare, Sos Utenti, il comitato dei residenti. Com’era stato anticipato nella conferenza al Gran Caffè Belli otto giorni fa, il comitato consultivo dovrebbe riunirsi ogni bimestre per scambiarsi informazioni utili. Intanto va avanti la raccolta firme in sostegno della linea intrapresa sulla sicurezza e si segnalano adesioni dal Nord Italia, da dove arriva gran parte dei turisti di Tre Archi, proprietari di seconde case e interessati alla vivibilità del quartiere.

13-6-2020

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