Sicurezza, via libera al memorandum

Corriere Adriatico 11-6-2020

Il prefetto di Fermo risponde a Confabitare sulla sicurezza a Tre Archi, rivendica il lavoro svolto dal giorno dell’insediamento e approva il controllo di vicinato e il presidio fisso interforze ma ci vorranno mesi prima di scrivere l’ultima parola su entrambe. Nel primo caso l’iter è partito, ne hanno parlato prefetto e sindaco, manca il passaggio nel comitato provinciale e poi la pratica sarà inviata al Viminale che dovrà mettere il timbro, sempre il ministero dell’Interno dovrà dire l’ultima parola sul presidio interforze, ben vengano dunque le opere di sensibilizzazione, i fari accesi sul quartiere multietnico che chiede di far piazza pulita di spaccio, prostituzione, furti, aggressioni, occupazioni legate alla clandestinità. Vincenza Filippi, insediatasi il 1° aprile 2019, conosce la problematica, parla di migrazioni, di donne vittime di tratta, di criminalità, risponde all’associazione dei proprietari immobiliari che ha il referente nazionale in Alberto Zanni e provinciale in Renzo Paccapelo. Sono gli ultimi colpi di una battaglia avviata da due associazioni e dai residenti durante il lockdown, quando il confinamento ha reso più evidenti certi traffici alla luce del sole. Una battaglia che ha unito Comune e associazioni, tanto che il sindaco Paolo Calcinaro sabato ha firmato il memorandum con le linee guida: videosorveglianza con sistemi di lettura targhe, presidio fisso interforze, decoro urbano, controllo di vicinato. Prosegue la raccolta firme online per sensibilizzare la cittadinanza, per il presidio fisso ci sarà il passaggio in consiglio con l’interrogazione della Lega mentre il leader del Carroccio Salvini, lunedì a Lido Tre Archi, ha promesso di portare la questione in parlamento. La lettera di risposta del prefetto a Confabitare oggi è la chiosa finale. Filippi ricorda tutto: i comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza, il piano periferie, la videosorveglianza (ci sono 67 telecamere a Tre Archi), l’ordinanza sindacale per blindare gli ingressi delle case a rischio occupazioni e, se i proprietari non risponderanno, ci penserà il Comune. Dal 17 aprile, con l’ultimo comitato provinciale, si è avviato il pattugliamento del quartiere con le forze dell’ordine a turnazione tutti i giorni pomeriggio e sera e, superata la fase 1 dell’emergenza Covid, si sono avviati controlli mirati nei palazzi delle occupazioni. Il prefetto ha interessato del problema la magistratura per attività mirate d’intelligence. Il 19 maggio l’ordinanza del sindaco ha vietato la vendita e il consumo di alcol. Filippi ricorda tutto questo a Paccapelo. A proposito di immigrazione e integrazione, in previsione di nuovi arrivi, vista la ripresa degli sbarchi. Il prefetto fa sapere di avere adottato proprio pochi giorni fa una determina, su richiesta ministeriale, e parla di «potenziamento della rete territoriale per la costruzione di un processo partecipato di governance migratoria», in sostanza ciò che riguarda la gestione integrata del fenomeno migratorio. Sul controllo di vicinato l’iter prevede la sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra prefettura e comune, il passaggio al comitato provinciale per la sicurezza ed infine il vaglio del Viminale che dovrà esprimersi anche per il presidio fisso. Il ministro Lamorgese non ha risposto a Confabitare e difficilmente risponderà a Salvini (visto che vuole smantellare i suoi decreti sicurezza) ma dovrebbe rispondere al prefetto di Fermo.

10-6-2020

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