Si accelera sulla 5G

Corriere Adriatico 31-5-2020

Piano antenne, Porto Sant’Elpidio comune capofila con il sindaco presidente Ali Marche e Mario Galieni, l’uomo dei piani antenne. A luglio sarebbe arrivata la tecnologia di quinta generazione ma la pandemia ha rallentato l’iter, comunque i tempi stringono ed è partita la mobilitazione dei sindaci in Provincia per dotarsi dei piani antenne. Pochissimi comuni ce l’hanno, 35 primi cittadini hanno firmato l’ordinanza a scopo precauzionale e stanno correndo a mettersi in regola. Porto Sant’Elpidio è in regola ed è capofila per la regolarizzazione delle antenne. Da qui parte la campagna informativa nel fermano con il sindaco Nazareno Franchellucci presidente regionale della Lega delle autonomie. C’è stata la videoconferenza organizzata con gli esperti nei giorni scorsi e ha chiarito la questione l’ingegner Galieni, il portoelpidiense che sta correndo da un comune all’altro in questi giorni per strutturare un piano che interessi quanto più possibile il territorio di provincia. Per evitare di vedere spuntare ripetitori selvaggi. Tim, Vodafone, WindTre, Iliad sono i gestori che hanno pagato 6,5 miliardi allo Stato per mettere antenne 5G, ai comuni non resta che adeguarsi ma tanti sono rimasti indietro. Il piano antenne ce l’hanno Fermo, Porto Sant’Elpidio e Monte Urano mentre Sant’Elpidio a Mare e Porto San Giorgio sono in dirittura di arrivo. Per un progetto di questa natura ci vogliono 12 mesi di tempo quindi i sindaci che vogliono mettersi in regola sono fuori tempo massimo. Si stanno attrezzando. «il 5G è un falso problema – spiega Galieni – il problema vero è legato alla programmazione degli impianti sul territorio, la questione si pone dal 2001 ma dopo 20 anni abbiamo ancora paesi senza piani antenne». Questo strumento di cui parla l’ingegnere azzera il ripetitore selvaggio, perché c’è una pianificazione, le antenne si mettono laddove il comune ha stabilito che debbano andare, diversamente sono i gestori a decidere e mettono dove capita. Per la salute pubblica, in merito alle emissioni elettromagnetiche, è lo Stato a risponderne. «I sindaci vogliono pianificare, garantire lo sviluppo delle reti di telecomunicazione. Finalmente tutto il territorio di Provincia si muove in questa direzione» fa sapere il professionista. I gestori hanno già presentato i progetti all’Arpa. Nazareno Franchellucci sui piani antenne è in pista dal 2008, prima da consigliere. Il suo approccio è pragmatico, da amministratore «pensiamo cosa sarebbe stato il lockdown senza connessioni idonee – dice – ora si affaccia una nuova tecnologia e l’impatto elettromagnetico non è superiore al 4G, a regime potrebbe essere inferiore». Franchellucci ha promosso la campagna d’informazione per i sindaci e ci saranno altri incontri con i cittadini. Franchellucci ricorda la deregulation sui ripetitori e le antenne di telefonia mobile del 2008, cosa che lui ha sempre osteggiato: «fummo tra i primi comuni ad approvare il piano antenne nel 2009, ossia una regolazione sulle installazioni di nuovi ripetitori – dice – poi, da sindaco, ho adeguato il piano per disciplinare altre installazioni. Comprendo i colleghi che, senza piano antenne, hanno firmato l’ordinanza, ma non riusciranno a bloccare il 5G. Non c’è un Comune che ha detto sì e uno che ha detto no. Ogni ricorso al Tar delle compagnie telefoniche lo hanno vinto queste ultime perché parliamo di un servizio essenziale». Giorgio Marcotulli, capogruppo di Fratelli d’Italia, invita il sindaco per i prossimi incontri con i cittadini «a non far intervenire solo i pro 5G perché è giusto che ci sia un confronto tra pro e contro». Secondo Marcotulli «il sindaco avrebbe dovuto firmare l’ordinanza che, seppure senza validità giuridica, serviva in via cautelativa perché la decisione sul 5G è controversa».

30-5-2020

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