Tre Archi ora chiede più sicurezza

Corriere Adriatico 27-5-2020

Si stringe il cerchio sugli ultimi episodi di violenza registrati a Lido Tre Archi nel fine settimana, tre aggressioni tra sabato e domenica. Gli aggressori hanno le ore contate, i carabinieri di Porto San Giorgio se ne stanno occupando e stanno visionando tutte le telecamere, dopo aver sentito le testimonianze di residenti che hanno assistito ai pestaggi o che ne sono venuti a conoscenza in seconda battuta. Agli episodi di violenza si legano i recenti furti di biciclette, frigoriferi per gelati, telefonini. Si indaga per cercare tutti gli elementi utili a definire quella rete di persone che si è venuta a creare e si è radicata negli anni. Persone legate in affari, dedite a furti e spaccio, basta poco con questi equilibri instabili per far scattare le risse che coinvolgono tutto il palazzo. I residenti non tollerano più le presenze di irregolari, con più fogli di via, in attesa di giudizio, volti noti alle forze dell’ordine, controllati a vista ma che lì rimangono e non li tocca nessuno. Il comitato dei residenti e le associazioni Confabitare e Sos Utenti preparano la raccolta firme contro il degrado, lo spaccio e le occupazioni e chiedono un delegato per la sicurezza, un presidio fisso interforze, il daspo urbano e il controllo di vicinato. L’amministratore del condominio di via Tobagi finito spesso nell’occhio del ciclone ultimamente risponde intanto all’avvocato del comitato Dora Di Stefano, sollevando due questioni. Una riguarda la vita difficile tra persone in certi condomini, in sostanza la vita tra vicini con ripicche, insofferenza, liti nelle assemblee condominiali. Un’altra riguarda il monitoraggio delle aree private, lì dove la videosorveglianza pubblica non entra perché non può entrare. Da un lato l’amministratore di condominio chiede ai condomini, rispondendo all’avvocato, più collaborazione da parte dei condomini, dall’altro lato fa capire che bisogna mettere le mani in tasca per sorvegliare ognuno casa sua. Essendoci anche un’indagine dell’anticrimine in corso nel condominio delle case occupate, l’amministratore fa notare che nei sopralluoghi del 20 e 21 maggio, pomeriggio, sera e prima mattina, c’era lui con gli agenti di polizia. Tornando alle telecamere sempre l’amministratore fa notare che Tre Archi è soprattutto proprietà privata, di pubblico c’è la piazza con il parco fluviale e poche vie, il resto dei privati, vie interne, porticati, giardini, parcheggi. Il quartiere è nato come residence privato e solo in un secondo momento sono state cedute al comune alcune aree. Quindi ai privati spetta di vigilare sulle proprietà. Se occorrono le telecamere, come hanno fatto i condomini del ferro di cavallo a Porto Sant’Elpidio, anche a Lido Tre Archi i proprietari devono mettere mano ai portafogli. L’amministratore del condominio fa notare anche che il sistema di videosorveglianza installato dal comune, essendo impianto pubblico, non può inquadrare aree private e dunque è inutile in certi palazzi.  Così per i bivacchi, per l’immondizia abbandonata, per gli ubriachi che bazzicano nelle aree private sono i proprietari a dover segnalare e denunciare.

26-5-2020

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