Dagli anziani in lacrime ai tavoli sotto l’ombrellone

Corriere Adriatico 27-5-2020

La fase tre si presenta con la bilancia che pende sulle speranze più che sulle preoccupazioni, guardano il bicchiere mezzo pieno i balneari. Consapevoli che sarà un’estate difficile, pensano positivo sotto gli ombrelloni in fase di sistemazione, da preparare per venerdì, quando riaprono le spiagge. Questa ventata d’ottimismo non è dovuta alla convinzione che tutto andrà bene perché troppi sono i pericoli per cantar vittoria. Solo l’aver scongiurato le distanze impossibili proposte dall’Inail e dall’Istituto superiore della sanità mette di buonumore in spiaggia, si è scampato il pericolo di dover trasformare gli chalet in stazioni spaziali. Via le distanze di 5 metri i lettini si avvicinano a distanze umane. Il che rende tutto più vivibile. «Le prenotazioni arrivano, c’è gente nuova ma non avevamo dubbi dopo tre mesi di chiusura in casa – dice il referente dei balneari, Romano Montagnoli, dello chalet  Windsurf a Porto San Giorgio – le fobie restano, visto che abbiamo visto persone insultare per strada chi non portava la mascherina e famiglie di 5 persone rinunciano al mare per evitare assembramenti, ma sulle distanze tra ombrelloni siamo quasi alla normalità, per com’eravamo partiti è andata bene, si rischiava di non riaprire in quelle condizioni». Le condizioni adesso sono 3 metri e mezzo a lato per ombrellone, un metro e mezzo per i lettini, sulle file per i gelati e il caffè «un po’ di rodaggio c’è stato con i supermercati in questi mesi, qualcosa avremo imparato» chiosa il referente del sindacato. Mette di buonumore all’istante Fabio Iobbi dello chalet-ristorante Duilio a Porto San Giorgio «non abbiamo mai chiuso – spiega – prima con la consegna a casa poi con l’asporto, ci sono stati momenti in cui andavamo a consegnare il pasto agli anziani che si mettevano a piangere, tanta era l’emozione e la paura in certi giorni. Il 18 abbiamo riaperto il ristorante e venerdì si riparte in spiaggia». Da Duilio si sono inventati il tavolo da incastrare sotto l’ombrellone e i costi restano quelli dell’anno scorso, niente aumenti. Al Quadrifoglio di Porto San Giorgio l’atteggiamento è sempre positivo «abbiamo già le prenotazioni degli stagionali – afferma Alessandro Rutili – avevamo 160 ombrelloni e ne metteremo 80, qualcosina dovremo aumentare per rientrare delle spese». A Lido di Fermo Andrea Marchionni dello chalet Kinghino informa «stiamo preparandoci per la riapertura finalmente, andiamo avanti, non c’è alternativa». Da Pedaso Luciano Angelozzi della Lampara si fa trovare impreparato «non ho messo ancora niente – ammette – ieri sera (lunedì, ndr) c’è stata un’altra riunione ad Ancona e stamattina (ieri, ndr) in Confcommercio ho ritirato il protocollo che sto leggendo, riapro il 12 giugno con 40 ombrelloni anziché i soliti 80, devo fare tutti i lavori». Tanti non hanno tempo per parlare, impegnati con le tagliatelle ai frutti di mare da portare a tavola o a spennellare gli stabilimenti o a sistemare la spiaggia. A Porto Sant’Elpidio da Moby Dick Maria Antonietta Rucconi dice che tiene gli ombrelloni a 4 metri addirittura: «tutto sommato non è una disperazione, qualcuno lo abbiamo messo davanti al campetto di beach volley e al ristorante apriamo sabato, si torna alla normalità». Preoccupato Lorenzo Cognigni di Bagni Pazzi a Porto Sant’Elpidio, c’è da capirlo, lui in buona sostanza rappresenta tutti i locali del lungomare sud che, avendo poca spiaggia, quindi pochi ombrelloni, si sono reinventati come discoteche all’aperto, e dove c’è movida c’è assembramento «stiamo cercando di attenerci ai protocolli ma sono francamente preoccupato, non so se potrò fare le serate». E le serate per certe strutture sono tutto.

26-5-2020

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pin It on Pinterest