Via Battisti, i titolari dei locali in trincea

Corriere Adriatico 26-5-2020

Via Battisti come i Navigli e Mondello, poco spazio tanto divertimento e scoppia il caos movida. I giovani vogliono divertirsi, si accalcano e quello che in un anno normale sarebbe stato uno strasuccesso nel 2020 bisesto e funesto è il dramma assembramento. Nelle piazze della movida è allerta, anche se l’ultimo aggiornamento della Regione rassicura, un solo caso positivo in provincia su 398 tamponi effettuati in regione. Ma ormai siamo dentro a una guerra con tanto di coprifuoco e rischio chiusure per i locali. La piazzetta di via Battisti tra venerdì e domenica sera ha dato il meglio di sé, è stata un inno alla vita e i ragazzi tra i 16 e i 30 anni dopo mezzanotte sono diventati ingestibili. Qualcuno si è accostato troppo ed è stato il finimondo. Se ti diverti diventi un untore e nel mirino finiscono tutti, così si distruggono gli affari. Tra i locali trendy ci sono I Santi, Polpette & Pampero, Taxi che hanno riaperto e sulle spalle dei gestori, ragazzi anche loro, c’è tutto il peso delle pressioni subite. Tanto che a qualcuno gli viene d’istinto chiudere il telefono in faccia alla giornalista appena sente dire “assembramenti”, non gli si può dare torto. Definire la situazione grottesca è poco. Come sarà il prossimo fine settimana? domani il sindaco incontra i commercianti per vedere come meglio affrontare l’estate in sicurezza. «Le restrizioni ci sono e vanno rispettate – dice Luca Mandolesi del Taxi bar – mercoledì ne parleremo per trovare una soluzione». Daniele Zampaloni di Polpette & Pampero va al nocciolo della questione: «il quadro è molto chiaro, abbiamo l’attività in una via che attrae giovani del nostro e dei comuni limitrofi, si fa subito a riempire 300 metri. Se il problema virus esiste la via va chiusa, se non esiste, lasciateci lavorare». Lasciateci lavorare vuol dire non stare col fiato sul collo ai locali, come si fa a girare col metro e vedere se una coppia è a distanza di 80 cm anziché 100. «I giovani vogliono divertirsi, stare insieme, socializzare, siamo un popolo latino, non siamo cinesi» fa notare sempre Zampaloni e ammette che a una certa ora sbucavano ragazzi da ogni angolo. Paolo Cannoni de I Santi aveva previsto l’assalto della gioventù nei locali cool, l’inno alla vita dopo il lockdown: «sapevamo che andavamo incontro a un weekend tosto con il primo caldo, in altri periodi questo fine settimana l’avremmo raccontato diversamente ma in questo momento è un problema perché è impossibile gestire tutte quelle persone. Lo Stato ci ha detto aprite ma su di noi grava il problema, in 100 metri le persone si ammucchino. La gente viene e continuerà a venire». I tavoli sono distanziati, l’accesso ai locali è chiuso «da noi si entra solo per andare in bagno – ancora Cannoni – per arrivare a ritirare il drink bisogna seguire un percorso, c’è una segnaletica e le persone non si incrociano». Dopo l’assalto del venerdì, la sera seguente è stata chiusa anche via Regina Elena, sono state messe 20 panche in più, dopo cena i tavoli erano tutti pieni e «fino a mezzanotte è andato tutto bene, poi sono cominciati ad arrivare ragazzi a gruppi e si sedevano vicini – racconta il titolare dei Santi che aggiunge – abbiamo anche pagato uno steward 400 euro, ha girato di continuo per evitare  assembramenti e la municipale ci ha aiutato. Abbiamo tutti mascherina e guanti, tutto sta al buonsenso delle persone». Si chiede di fare a ciascuno il suo, ai ragazzi di smettere di essere giovani, purtroppo, sperando che passi presto. Altrimenti, virus a parte, si rischia di far chiudere le attività.

25-5-2020

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