Scoiattoli padroni del lungomare

Gli scoiattoli in pineta sono diventati le star del lungomare Trieste. All’alba attraversano la strada dalla pineta fino alle vetrine dei negozi, c’è chi li fotografa, chi li riprende in video, chi li osserva beatamente. La fase due a Porto Sant’Elpidio parte con la riscoperta del valore di qualcosa che si è sempre dato per scontato ma scontato non è: l’area verde tra la strada e la spiaggia. Dopo l’isolamento i portoelpidiensi ritrovano tutto il bello della natura e si accorgono del tesoro da mantenere e valorizzare rappresentato dal polmone verde che è la forza della località rivierasca, meglio del mare, delle ciclabili, l’elemento che fa la differenza. Trasformata in bosco dopo i pini abbattuti e le piante autoctone che ne hanno preso il posto, in questi mesi di traffico azzerato e silenzio, questo spazio si è ripopolato e gli scoiattoli sono diventati l’attrattiva principale. Tutti ne parlano, mamme e nonne, amici di  passeggiate, cani al guinzaglio compresi. Non c’è un target di persone per la pineta, piace a tutti indistintamente. «Ogni volta che vengo è un incanto ma bisogna pensare alla manutenzione» confida Renzo Procaccini da dietro la mascherina, «è una forza della natura, una risorsa ma dovrebbero esserci più piante» rimarca Mauro Perozzi dalla sella della sua bicicletta. Bruno Rosettani si preoccupa per la strada trafficata «ci vorrebbero i dossi rallentatori» avverte. Poco distante c’è una mamma con il bimbo piccolo sul passeggino e la più grande in cerca di pini caduti. «E’ un valore aggiunto quest’area – fa sapere la donna – io l’ho sempre frequentata da piccola e adesso ci porto i figli, è un percorso educativo oltre che emozionale». Michele Fanelli passeggia con il cane al guinzaglio nella parte più vicina alla spiaggia, fatica a tenere a bada il dogo argentino femmina in cerca di coccole «abito a 800 metri e vengo qui ogni volta che posso, c’è una marea di scoiattoli dopo il lockdown, uno spettacolo, bisognerebbe avere più cura di questo spazio». Gli amici di chiacchiera non mancano mai, seduti in panchina indossano tutti la mascherina e sono alla giusta distanza, nemmeno se avessero preso le misure sarebbe stato meglio. «Veniamo qui tutti i giorni – riferisce Loris Cardinali, uno del gruppo – un po’ più di educazione civica non sarebbe male, però» chiosa, accennando ai bicchieri di plastica e gratta e vinci lasciati abbandonati tra le piante, qualcuno ha fatto bisboccia e ne sono rimaste le tracce.  Leonardo Parmegiani è sugli attrezzi, fa gli addominali «mi reputo fortunato ad abitare qui vicino  dice – vengo sempre qui ad allenarmi». Le altalene sono sempre occupate, non se ne trova una libera. In un angolo ci sono tre bambini e a spingere le altalene ci sono una mamma e una nonna, praticamente tre generazioni: «è un valore aggiunto per Porto Sant’Elpidio quest’area, le cose importanti le diamo per scontate, non ce ne curiamo abbastanza, questo è l’errore» dice la saggezza in persona, nonna Lina Fragoletti, mentre la figlia Alessandra Rossi controlla il figlioletto che si diverte e fa notare «non vedevo l’ora di venire qui e di portare il bambino, una boccata d’ossigeno dopo due mesi d’isolamento». Rosa Di Lella ha il bar proprio di fronte alla pineta e ne parla come di un posto meraviglioso da valorizzare, eppure ci è mancato poco a infrangere il sogno dopo la nevicata del 2012 e la poca cura che ne è seguita, e che ha messo a durissima prova tutta l’area. Da allora decine e decine di vecchi pini d’Aleppo, che caratterizzavano la zona ed erano lì dagli anni ’60, sono stati abbattuti perché a rischio schianto e al loro posto sono arrivati tamerici e lecci. Il sindaco promette altri interventi: «progetti di riqualificazione da realizzare tra quest’anno e, in particolare, il prossimo anno» fa sapere Nazareno Franchellucci, si riferisce al percorso ciclabile inserito nel progetto della ciclovia adriatica. Sul fronte della manutenzione e della valorizzazione del bosco in sé, quindi più piante e meno rifiuti, c’è ancora molta strada da fare.

Corriere Adriatico del 23-5-2020-3Corriere Adriatico del 23-5-2020-2Corriere Adriatico del 23-5-2020

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