«Ma questo bonus penalizza chi punta alla mobilità dolce»

Bonus per comprare monopattini e biciclette nelle città con almeno 50mila abitanti, nelle città metropolitane e capoluoghi di regione e provincia. In provincia di Fermo possono ottenere il bonus i fermani, non i portoelpidiensi che hanno sempre puntato sulle piste ciclabili ma dovrebbero pagarsele da soli le due ruote. «Ma che razza di regola è» cominciano a chiedersi sempre più persone. La polemica partita in sordina, con il sindaco di Sant’Elpidio a Mare Alessio Terrenzi che ha chiesto ieri un sostegno al senatore del Pd Francesco Verducci per modificare il criterio di assegnazione dei contributi ed evitare così di penalizzare i residenti nei comuni sotto i 50mila abitanti. Nelle intenzioni del Governo che vuole agevolare la mobilità dolce c’è la volontà di non ingolfare i mezzi di trasporto pubblico che nei piccoli paesi non funzionano. Così però si penalizzano i cittadini e i negozi di biciclette. Anche Enrico Tosi, coordinatore della federazione ambiente e bicicletta spera che il finanziamento per le bici possa arrivare anche per i piccoli comuni, altrimenti sarebbero i marchigiani in generale fuori dai contributi, nonostante i progetti come la ciclovia del Tenna e le piste esistenti. A perorare la causa per estendere il bonus per bici e monopattini, che rilancerebbe un mercato in crisi visti i furti di biciclette che ne hanno disincentivato l’acquisto, non è il sindaco di Porto Sant’Elpidio Nazareno Franchellucci ma è Luciano Romanella che va in attacco: «ma come si fa! Il governo stanzia il bonus e restano esclusi i residenti di Porto Sant’Elpidio e Porto San Giorgio! Qual è il senso di questa scelta? Perché Ascoli può prendere il contributo e San Benedetto no? E Porto Sant’Elpidio, che si estende in lunghezza, il paese più lungo d’Italia, non può prendere un contributo? Com’è possibile! È indegno! S’è fatto tanto sulla mobilità alternativa e il contributo non ce lo danno». Uno sensibile sull’argomento è Vincenzo Santoni, una vita in bicicletta la sua, dai trascorsi sportivi all’attività odierna. «È gravissima la distinzione che fa riferimento al numero di abitanti, è discriminazione questa per una località di mare che punta sulla mobilità dolce» dice Santoni che prevede il boom delle biciclette quest’anno «come abbiamo riaperto il negozio siamo stati presi d’assalto, il primo a comprarsi il monopattino elettrico è stato il sindaco. Propongo a Porto Sant’Elpidio di fare come a Milano e Roma, di allargare le ciclabili». Pasquale De Angelis, promotore del comitato Marche Ciclando dice di capire il senso del bonus per le città metropolitane «ma la suddivisione dei capoluoghi e dei 50mila abitanti è una logica perversa – sottolinea – è discriminante, soprattutto per i comuni virtuosi che hanno avviato da anni progetti di mobilità dolce. Bisogna sensibilizzare i nostri rappresentati parlamentari per eliminare questa norma di dubbia costituzionalità perché non ci sono cittadini di serie A, agevolati, e di serie B, esclusi dal contributo».

Corriere Adriatico del 21 maggio 2020

 

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