Tornano anche gli ambulanti, una festa il mercato in centro

Settanta bancarelle ieri al primo mercato settimanale dopo il lockdown. Rispetto ai novanta del passato ci sono venti ambulanti in meno, ma la voglia di fare tra i presenti è al top. Tra ciliegie mascherine fashion, fiori e vestiti colorati si riprende a respirare, le strade tornano a riempirsi dopo due mesi di deserto. È andata bene ieri per gli operatori dislocati in centro, tra le vie Cesare Battisti, Regina Elena, San Francesco d’Assisi, Don Minzoni, Piave e Marinai d’Italia. Si è mantenuta l’organizzazione vecchia e dalla prossima settimana le bancarelle saranno posizionate diversamente. Tante sono le scarpe in vendita ma non manca niente, dai salumi, al pesce, dalla frutta alla verdura, dai prodotti per la casa ai fiori e l’abbigliamento. La signora con la mascherina tutta colorata che sembra il giardino della regina a primavera dice «è ancora un po’ fiacca, sono tornati un po’ di clienti ma ci vorrà tempo per riprendere, se non ripartono le fabbriche non circola moneta». Quasi sparite le bancarelle dei cinesi, sono italiani i titolari di concessione dei posteggi e gli spuntisti, che occupano occasionalmente gli spazi. Giampaolo Petrini, referente del settore in Confesercenti Fermo, parla della ripartenza «come primo giorno mi sembra molto positivo, le persone rispettano le regole, non sono venuti tutti dei nostri però, qualcuno manca». Purtroppo, bisogna riconoscerlo, quando il gioco si fa duro solo i duri restano in gioco e la sensazione è che non tutti gli ambulanti siano riusciti a sfangarla. La pandemia è stata devastante per l’economia e uno dei comparti più colpiti è quello degli ambulanti. Il comparto rischia il tracollo, sono decine di migliaia le aziende a rischio chiusura, soprattutto perché questo tipo di commercio è a conduzione familiare e manca la forza finanziaria per affrontare una crisi del genere. Chi ce l’ha fatta pensa positivo, basta guardare il sorriso, senza mascherina, di Giacomo Gattari e signora «abbiamo riaperto, intanto ci vedono – dicono in coro marito e moglie – la gente ha voglia di uscire dopo due mesi di chiusura». In bancarella ci sono maglioni di tutti i colori «ci vogliono i colori, aiutano a stare allegri, così il sistema immunitario si rafforza». Ride pure Mauro Pescini, vende borse, «finalmente un po’ di gente in giro, c’è voglia di uscire» fa sapere. Roberto Sabbatini è con le mani in pasta tra asparagi, insalata, piselli e carciofi, la bancarella è assaltata da golosi in cerca di primizie, alle dieci di mattina già è finito il pezzo forte: le ciliegie, sparite in due ore «solo faccio fatica a lavorare con la mascherina» si lamenta l’esercente, come lui è impegnatissimo Tedy Butu, è un continuo vivai di donne nello spazio sotto il mercato coperto, tutte con il mazzo di fiori in mano «niente meglio dei fiori mette allegria» spiega l’ambulante. Anche Rolando Cognigni canta vittoria, il pesce dell’Adriatico piace, non è una novità. Tra canocchie e gallinelle c’è l’imbarazzo della scelta «guarda quanto sono belle» fa lui, prendendo i pesci più di peso in mano e mettendoli in mostra. Lì vicino ci sono i salumi, Roberto Marinangeli ha una simpatia contagiosa, scherza con i colleghi e confida «siamo soddisfatti, a un passo dalla normalità». Oggi altro giro altro mercato, alla Faleriense stavolta.

Corriere Adriatico 20 maggio 2020

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