Manifattura 4.0: fare rete per attingere ai fondi europei

L’Unione Europea sta cercando 30 centri di innovazione digitale in almeno 8 Paesi membri per creare un network focalizzato sull’intelligenza artificiale. Secondo l’assessore regionale delle Marche Manuela Bora la piccola Regione ha le carte in regola, le piccole imprese marchigiane possono essere selezionate ma bisogna fare rete.

Alla vigilia della chiamata di Bruxelles l’assessore alle Attività produttive torna a parlare della necessità di fare sistema. Si rivolge alle associazioni di categoria che hanno ottenuto i finanziamenti per la Digital Innovation Hub dopo aver finanziato il progetto comune di Cna Marche e Compagnia delle Opere Marche Sud, quello di Confindustria Marche e un terzo presentato da Confartigianato e Claai insieme, sono state reperite altre risorse anche per Confcommercio Marche Centrali e per il tandem Confcooperative-Lega Coop. «Sono certa che ognuno dei progetti abbia un grande valore – dice Bora – ma la sfida europea che ci attende richiede massima collaborazione tra le associazioni di categoria: le Marche hanno competenze e forza per arrivare a rispondere alla call europea con un unico Digital Innovation Hub a perimetro regionale».

Il modello auspicato è un organismo federato, all’interno del quale si possono creare dei rami che si specializzano rispetto al ruolo che svolgono le singole associazioni di categoria. Il punto è che è più facile a dirsi che a farsi, perché non è questione di campanilismi e d’invidie tra imprenditori. In questo momento le imprese non sanno nemmeno se riescono a ripartire e dovrebbero capire il perché dovrebbero farlo. La Regione punta sulla digitalizzazione e pare che in questo percorso si possano inserire anche le imprese più piccole. «La crisi sanitaria ed economica che stiamo vivendo ci impone di accelerare il nostro piano di azione, perché gli investimenti in tecnologie digitali e per le fabbriche 4.0 servono subito alle aziende marchigiane per essere competitive. Ecco perché, da oggi, è importante avere una visione comune e forme di collaborazione sempre più solide». Più facile a dirsi che a farsi.

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