L’ultimo guappo don Pasquale Roncilio senza vergogna

Gualtiero Ricciardi, l’ultimo guappo nel film del ’78 oggi a Palazzo Chigi. La sua carriera di attore lo ha portato a interpretare ruoli di primo piano negli anni settanta, ottanta e nel ’78 interpretò Don Pasquale Roncilio nel film “l’ultimo guappo”. Poi c’è stata la brillante carriera maturata nell’ambito di importanti contatti con la politica.  Nel 2014 il governo Renzi lo nomina  commissario dell’istituto superiore della sanità. Si dimette a gennaio 2019 con il governo gialloblu, a suo avviso il Conte 1 non collaborava. I due fanno pace evidentemente, dopo che il governo da gialloblu si è colorato giallorosso e nel 2020 Ricciardi è nominato consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza per l’emergenza coronavirus. Era stato designato nel 2017, dal governo Gentiloni, a rappresentare l’Italia nell’Executive Board dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per il triennio 2017-2020.

Con l’oramai famoso tweet anti Trump più che un rappresentante del governo Conte 2 è sembrato il Don Pasquale Roncilio del ’78 per spavalderia e sfrontatezza.

Ricciardi, quello che considerava la peste cinese meno pericolosa dell’influenza, quello che diceva che le mascherine sono inutili, adesso se la prende con il presidente degli Stati Uniti. Con un Parlamento esautorato, ministri inesistenti e Conte 2 l’uomo solo al comando, attorniato da 450 nominati in 15 commissioni che faticano a parlare tra loro, questo professore fa politica e della forma peggiore. Non c’entra niente il coronavirus. Fa politica grazie al coronavirus e vorrebbe tenere tutti a casa ancora a lungo, così lui potrà continuare a recitare la parte, sotto i riflettori almeno per un altro anno? Qualcuno scrive oggi che “il caso Ricciardi imbarazza il governo” ma io non credo a questa ricostruzione perché l’imbarazzo richiede pudore.

E così, adesso che la Casa Bianca ha assicurato massicci aiuti sanitari ed economici all’Italia, Gualtiero cerca la ribalta al motto di “bene o male, l’importante è che se ne parli” e non si preoccupa della figura barbina che fa fare all’Italia, tanto che gliene frega dell’Italia a lui? Anzi, sarà contento di aver fatto sorridere una parte politica che lo ha aiutato nella scalata.

“Beloved” twitta Gualtiero commentando un tweet del regista di estrema sinistra Michael Moore a cui è allegato un video che riprende ragazzi e ragazze che tirano pugni e calci a un pupazzo con la maschera di Trump. Una roba da bulli, da adolescenti sempre arrapati con problemi di brufoli. Ebbene questo 61enne, quando il caso era oramai esploso, ha rimosso il tweet, ma lo ha sostituito con una toppa peggiore del buco ritwittando ancora il video, per poi rimuovere tutto.

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