Il sindaco Terrenzi contro l’ospedale Covid a Civitanova

«Le dichiarazioni di Bertolaso sono un riconoscimento delle mie strategie ma non basta». Il sindaco di Sant’Elpidio a Mare Alessio Terrenzi dopo le dichiarazioni di Guido Bertolaso dal centro Covid 100 di Civitanova Marche: «si chiude un cerchio rispetto alle strategie che porto avanti dall’inizio della pandemia – dice il primo cittadino elpidiense – le mie dichiarazioni non sono mai state di natura polemica, piuttosto le ritengo doverosi suggerimenti rispetto al ruolo che i cittadini mi hanno concesso di ricoprire. Non potevo esimermi dal riscontrare le dichiarazioni di Bertolaso che apprendo a mezzo stampa. Tre sono le questioni da me sollevate da settimane e confermate dall’ex numero 1 della Protezione Civile: la necessità di separazione degli ospedali che accolgono le patologie extra covid da quelle covid, la necessità di far ripartire le funzioni ordinarie della sanità pubblica, la necessità di avere strutture sanitarie che accolgano il covid per ancora molto tempo. Certo, all’inizio di questa idea di realizzare il centro covid 100 alla fiera di Civitanova Marche, le strategie della Regione non erano quelle dichiarate oggi. Prima pensava ad un hub di esclusiva terapia intensiva in attesa del picco epidemico, ora sposa in pieno le valutazioni e le strategie indicate già da due mesi dal sottoscritto, questo mi reca ovviamente soddisfazione, ma ci sono dei ma!»

In primis il luogo di realizzazione della struttura sanitaria: «la città di Civitanova ha una vocazione turistica e commerciale – dice Terrenzi – la fiera si colloca al suo centro ed è un immobile che ordinariamente ospita molte attività; per questo continuo a dubitare possa ospitare a lungo un ospedale fino al 2025. Se tale data fosse veritiera mi sfuggono le motivazioni per le quali la Regione non ha voluto investire tali fondi su strutture sanitarie molto più attrezzate che avrebbero consentito al territorio di avere hub covid in ogni provincia o comunque in contiguità. A tale riguardo non mi si risponda che è più facile gestire un solo ospedale piuttosto che più centri perché, visti i numeri di nuovi posti letto, in proporzione occorrono medici e infermieri ed affini, indipendentemente dalla loro dislocazione. Anzi, la riconversione delle strutture sanitarie, avrebbe consentito un’attivazione secondo reale necessità mentre il covid 100, essendo una struttura unica, dovrà essere aperto sempre a pieno regime».

A proposito di numeri «l’altra perplessità – spiega il sindaco di Sant’Elpidio a Mare – la nutro sul numero di pazienti cui è calibrato il covid 100. Se dovessimo far fronte a una nuova ondata saranno assolutamente insufficienti rispetto ai numeri di pazienti avuti nel territorio regionale in questa prima fase epidemica di marzo ed aprile. Ci troveremo nuovamente ad utilizzare gli ospedali in promiscuità o a riconvertirne alcuni per dedicarli esclusivamente alla cura dei nuovi pazienti covid, sottraendo di nuovo servizi ai cittadini. I 12 milioni ci avrebbero invece permesso di recuperare molti più posti letto attraverso l’utilizzo delle strutture sanitarie esistenti, con apertura modulare rispetto alle necessità. Dopo aver esternato per mesi quale fosse la strategia da seguire oggi recepita quasi totalmente dalla Regione non mi resta che prevedere per un futuro non tanto remoto che ci troveremo a dire che quel progetto era stato sbagliato e quelle risorse dovevano essere investite nel progetto hub covid territoriale. Ciò avverrà non molto tardi, quando la città di Civitanova chiederà indietro i suoi spazi e la Regione non avrà nuove risorse per riconvertire le sue strutture sanitarie vuote, e sarà un’altra occasione persa».

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