In Svizzera soldi alle imprese in 24 ore. Richieste accordate in 10 minuti

Dall’articolo di ieri sul Giornale leggo che in Svizzera in una settimana sono state aiutate 76mila aziende con 14,3 miliardi in valore. Nell’intervista, il manager Michel Cohen, amministratore di Dentalpro, dice che lì lo Stato dà risorse per il 10% del fatturato e le banche prestano a tasso 0 alle pmi e allo 0,5% alle grandi imprese.

«Ho riempito un formulario online con i dati dell’azienda, ci ho impiegato una decina di minuti. Il giorno dopo sul nostro conto bancario sono arrivati 300mila franchi (285mila euro, ndr)» dice Choen.

In Italia non funziona così per diverse ragioni. Una differenza è dovuta al fatto che la Svizzera non è legata alle regole Ue sul deficit, ma lì la burocrazia è come la nostra e in questa circostanza burocrazia non c’è stata per il Paese del cioccolato che ad oggi conta purtroppo 484 vittime del coronavirus e 19mila contagiati. Un malato ogni 480 persone. Il rapporto tra popolazione e numero di ammalati è tra i peggiori al mondo. Ciononostante il governo ha fermato solo le attività non essenziali, non proibisce di uscire di casa. Nessun confinamento. Ci sono però 32 miliardi di franchi, 30 miliardi di euro, messi sul tavolo per aiutare famiglie e imprese. Soldi ai quali si aggiungeranno altri 20 miliardi di franchi. In un giorno più di mille imprese sono state aiutate mentre in Italia ancora non si riesce a entrare nel sito dell’Inps. E’ penata. 

La Svizzera il 26 marzo ha messo a punto un pacchetto di aiuti che non ha niente a che vedere col Cura Italia. Soprattutto, mentre il ministero dell’Economia forma una task force per capire come far arrivare i fondi alle imprese, in Svizzera hanno elaborato in 8 giorni (e dico otto) 76mila richieste e hanno erogato 14,3 miliardi di euro.

L’ad Michel Cohen nell’intervista dice che la sua azienda ha un fatturato di 200 milioni. In base al decreto Cura Italia non ha diritto ad agevolazioni nemmeno sugli adempimenti fiscali, nonostante la chiusura dell’attività. In Svizzera però Dentalpro aveva acquisito un’attività con quattro strutture e il diritto a un finanziamento lì è stato garantito. Un finanziamento del 10% cento del fatturato 2019: «è stato tutto molto facile, è bastato rivolgersi alla propria banca».

Il governo italiano ha scelto invece di garantire l’80% del prestito. Così facendo le banche sono costrette a fare la consueta istruttoria per verificare la solvibilità dei richiedenti. I tempi si allungano anziché accorciarsi. Oltretutto le banche italiane dicono di non avere ancora chiare le procedure.

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