Giù le zampe dalla storia

Il 25 aprile sventolerò il tricolore e non canterò Bella Ciao. Non me ne voglia l’Anpi Roma che, in un comunicato rilanciato dalle testate stampa, invita a esporre dal balcone simboli antifascisti il 25 aprile per la Festa della Liberazione e a cantare una canzone patriottica che è purtroppo diventata la bandiera comunista. Il problema non è Bella Ciao, è l’uso strumentale che se ne fa. L’Anpi contina a strumentalizzare la giornata d’unità nazionale e il suo comunicato è propaganda. Una ricostruzione che non corrisponde alla Storia. Vi si legge di un’insurrezione di partigiani del Comitato di Liberazione Nazionale che spazzò via gli invasori tedeschi e i loro alleati fascisti.

Si omette scrupolosamente di scrivere che le sporadiche insurrezioni avvennero mentre i veri vincitori (americani e inglesi) stavano arrivando. Sono stati loro i liberatori. La grande bugia continua con Bella Ciao diventata l’inno ideologico della sinistra comunista, nonostante i versi patriottici: «Una mattina mi son svegliato e ho trovato l’invasor». L’invasore era l’esercito tedesco contro cui si batterono i soldati della Divisione Julia scampati alla campagna di Russia. Fu una guerra contro l’invasore che aveva occupato l’Italia e vi parteciparono patrioti di destra e monarchici. La guerra fu combattuta da migliaia di partigiani anticomunisti (oltre che antifascisti) i quali furono assassinati dai comunisti.

Non canterò Bella Ciao il 25 aprile e se sarò tra i pochi me ne farò una ragione, se sarò sola penserò a mia nonna che l’ha vissuta e mi diceva “meglio sola che male accompagnata”.

 

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