E la cicala canta

E’ l’asso nella manica del Governo in guerra contro la Lombardia che ha realizzato un ospedale specialistico per il ricovero dei malati di coronavirus. Una dimostrazione di forza, di capacità, che non è andata giù a qualcuno. Il sindaco di Bergamo e compagni attaccano il governatore Attilio Fontana.  Giorgio Gori, con altri sei sindaci allineati, scrive una lettera al presidente della Regione più colpita dalla pandemia.

Consiglio prima di rileggersi la favola di Esopo in latino: la cicala e la formica.

Perché un po’ della cicala ce l’ha Gori, quando brinda mentre imperversa la bufera. Gori, che parte all’attacco dopo che è stato realizzato l’ospedale che la Protezione civile diceva fosse impossibile da fare.

Mi chiedo che senso abbia oggi la lettera a Fontana scritta da chi, ai primi di marzo, continuava a minimizzare. Sono gli stessi uomini silenti mentre la Protezione Civile fa acqua da tutte le parti, Arcuri che fa acqua da tutte le parti, Conte continua a inciampare negli errori tra una conferenza e l’altra.

Oggi il sindaco di Bergamo sul suo profilo Facebook pone quattro domande al governatore della Lombardia. Chiede: Perché non ci sono le mascherine? Cosa succede nelle Rsa? Perché si fanno così pochi tamponi? Quando partiranno anche qui i test sierologici? Allineati con Gori i sindaci di Brescia, Cremona, Lecco, Mantova, Milano e Varese.

Queste domande arrivano dopo l’inaugurazione del più grande centro di rianimazione d’Italia che, a pieno regime, ospiterà 200 malati gravi in terapia intensiva. L’ha realizzato Guido Bertolaso. Quello che Marco Travaglio ha definito “Bertoleso” dicendo che “doveva costruire posti letto e ne ha occupato uno” quando si è ammalato.

In sostanza questi uomini hanno dimostrato che in Italia si può costruire presto e bene, come in Cina, pure con il peso della burocrazia. E’ stata una promessa mantenuta quella della formica, che ha lavorato mentre la cicala cantava. Una promessa mantenuta l’ospedale specialistico cui lavoreranno 900 addetti e lunedì saranno già operativi i primi 53 letti per la terapia intensiva, poi ce ne saranno altri 104 e poi ancora 48.

E la cicala canta.

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