mascherine, sulle aziende si può contare

 

Sono le aziende associate alla Cna di Fermo che hanno risposto “presente” all’appello lanciato da Federmoda: c’era bisogno di dispositivi di protezione individuale, in Italia come nelle Marche, e questi imprenditori si sono messi all’opera per riconvertire le aziende, molte delle quali si sarebbero del tutto fermate alla mezzanotte del 25 marzo. Ma la produzione di mascherine è, in realtà, solo l’ultimo step di un percorso piuttosto complesso che la Cna di Fermo si è impegnata da subito a sbrogliare, grazie al lavoro delle competenze della task force attivata e collegata direttamente con gli uffici del Mise.Studio Immagine 1

La burocrazia ha pesato molto, troppo, in ore concitate in cui il tempismo era tutto: «Molti si sono fermati alla produzione di mascherine filtranti di utilizzo comune per la cittadinanza – spiega il presidente  Paolo Silenzi – per quelle utili ai lavoratori e operatori sanitari occorre, nonostante la deroga, autocertificare all’Istituto Superiore di Sanità, con unilaterale responsabilità di rispettare normative Uni e ISO, oltre a trovare un laboratorio che testi materiali e prodotto. Il lavoro di contatto e informazione svolto da CNA Fermo è stato strategico per le aziende, che hanno saputo mettere in campo le loro qualità migliori, per un servizio fondamentale oggi per la comunità». «Le aziende continuano a chiamarci – aggiunge Alessandro Migliore, direttore Cna Fermo e responsabile Federmoda per Macerata e Fermo – modalità di riconversione,reperimento materiali, requisti tecnici, contatti, le informazioni più richieste. Gli incentivi previsti dal decreto il tasto dolente: i 50 milioni di euro, per le spese sostenute dopo il 17 marzo, sono riservati a investimenti dai 200 mila agli 800 mila euro. Questo è grave, taglia fuori gli artigiani del nostro distretto che per solidarietà e necessità economica, ma soprattutto con coraggio, hanno deciso di adoperarsi per questa emergenza nazionale».Cinzia Pizzichini -Blu Maison

Il sistema Cna delle Marche si è attivato per garantire alle imprese i test di laboratorio richiesti dall’Istituto Superiore della Sanità. Questo è stato possibile grazie all’interessamento del Mise, attraverso la Sottosegretaria marchigiana al ministero dell’Economia Alessia Morani e del Presidente della  Camera di Commercio delle Marche, Gino Sabatini. Fondamentale il contributo del rettore dell’Università Politecnica delle Marche  Gian Luca Gregori, che sta predisponendo un laboratorio per la realizzazione di questi test.

LE VOCI:

Migliore-Mattiozzi-Studio Immagine

PAOLO MATTIOZZI, Studio Immagine, Porto Sant’Elpidio: «Questa avventura, su un terreno del tutto sconosciuto, è nata insieme a CNA. Noi ci occupiamo di accessori per l’alta moda, oggi l’azienda invece produce mascherine chirurgiche, da lunedì a pieno regime. Possiamo realizzarne 1000 al giorno, in prospettiva 1500. Abbiamo creato una filiera con altre aziende, produttori di materiale, laboratori e trancerie esterne. Spero di tornare presto a fare il mio prodotto, vorrà dire che l’emergenza sarà finalmente passata».

 

 

 

Devis Alesi

DEVIS ALESI, Alex srl di Offida: «Facciamo tomaie contoterzi, per Tods. Ci siamo riconvertiti alla produzione di mascherine chirurgiche con TNT da 30 grammi. Ipotizzando turni di 8 ore e 3 gruppi al lavoro, possiamo arrivare a 2500 pezzi al giorno. Burocrazia, adeguamento degli impianti, dei locali, acquisizione dei requisiti per un prodotto a norma e di qualità: essere operativi in 15 giorni è molto difficile e gli incentivi sono disponibili solo per investimenti consistenti. Ci vuole un taglio di minimo più basso».

 

 

Cinzia Pizzichini -Blu Maison 1

MANILA TALAMONTI, Blu Maison di Montegranaro: «Con la mia socia Cinzia Pizzichini realizziamo abiti da sposa e cerimonia. Oggi, attraverso CNA, siamo entrate a far parte della filiera nazionale di aziende organizzata da CNA Federmoda, occupandoci del confezionamento delle mascherine. Sono stati giorni molto complicati, la burocrazia purtroppo ha allungato i tempi, ma ora ci siamo: abbiamo 4 persone in laboratorio, le distanze saranno garantite, inizieremo con 500 pezzi al giorno, per poi aumentare».

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