Le Partite Iva snobbate dal governo: di Laura Della Pasqua

Le Partite Iva snobbate dal governo

L’articolo di oggi su La Verità di Laura Della Pasqua si concentra sui quattro milioni di autonomi che rischiano di perder il lavoro. Le P.Iva rischiano un’emorragia di 9 miliardi, tanti perderanno il lavoro – avvertela giornalista che ha esordito all’Ansa per poi passare a Il Tempo, dove è stata caposervizio per l’economia, e dopo un’attività di ricerca presso il Fondo Monetario Internazionale a Washingon scriver per Panorama.

Oltre 4 milioni di lavoratori rischiano un crollo del proprio giro d’affari e un’alta percentuale anche la chiusura – evidenzia Della Pasqua a proposito di – quelli corteggiati da ogni partito quando si tratta di prendere voti ma dei quali ci si dimentica appena si varca la soglia di Palazzo Chigi. Pur rappresentando le fondamenta del Paese, pagano il prezzo più alto di ogni crisi economica perché non hanno nessun paracadute sociale se non i risparmi accumulati nei periodi più felici. Per costoro non c’è né cassa integrazione, né assegno di disoccupazione.

Il governo ha deciso, tramite l’ultimo decreto legge, un indennizzo di 600 euro ma le modalità di erogazione appaiono confuse.

Confcommercio ha stimato una perdita di fatturato per una platea di 3,9 milioni di persone tra commercianti, artigiani, lavoratori autonomi non iscritti alle casse di previdenza e assistenza private, lavoratori delle attività artistiche e di intrattenimento, di almeno 9 miliardi.

Questo sottobosco dell’economia reale rischia di uscire con le ossa rotte dal blocco produttivo causato dal coronavirus. Secondo l’Osservatorio del ministero dell’Economia, nel 2019 sono aumentate del 6,4% (545.700 nuove attività), rispetto all’anno precedente. Il commercio conta il maggior numero di aperture (+19,7%), seguito da professioni (+17,1%) e da costruzioni (+12,4%). Il 44,8% è stato avviato da giovani fino a 35 anni e il 32,5% da soggetti tra 36 e 50 anni. A determinare il considerevole incremento rispetto al 2018 sono le persone fisiche, grazie alle adesioni al regime forfettario, per il quale dal 2019 il limite dei ricavi è stato esteso a 65.000 euro. Questi numeri lasciano intuire l’entità delle ripercussioni economiche conseguenti alla serrata. «La categoria è in ginocchio» dice l’Acta, l’Associazione dei freelance.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pin It on Pinterest