Quando la passione per la musica supera un coronavirus, ministro dell’Economia permettendo …

Che strana l’Italia, mentre tanti giovani bene istruiti sono senza lavoro o sono costretti ad andare all’Estero per lavorare, c’è chi di questi tempi va all’Estero per coltivare la passione, perché un lavoro ben retribuito ce l’ha in Italia. È il caso dell’uomo alla destra di Roberto Gualtieri, tal Luigi Carbone, tra i più importanti funzionari del Mef, che martedì sera era in un teatro russo a cantare e suonare.

Mentre il Paese affronta la crisi tra contagiati da coronavirus, zone rosse da governare, previsioni sul calo del Pil da aggiornare, non si scompone il capo di Gabinetto del ministro dell’Economia che era entrato in via Venti Settembre l’11 gennaio 2019, con Tria e il governo gialloverde, dopo le dimissioni di Roberto Garofoli. Carbone ama la musica (e questo è un bene) ed è presidente in VI Sezione del Consiglio di Stato, dopo aver presieduto la Sezione Normativa (anche questo è un bene per lui). Se l’è guadagnata. Docente alla Luiss, è stato componente dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas e vicesegretario generale della presidenza del Consiglio. Considerato tra i più grandi esperti di semplificazione normativa, ha presieduto il comitato dell’Ocse sulla Better regulation, è stato capo di Gabinetto del Ministero della Semplificazione con Roberto Calderoli e consigliere giuridico di Giuliano Amato, Franco Bassanini e Sabino Cassese. Tecnico molto apprezzato tra i 5 Stelle, è uno bravo e non ha bisogno di esserci sempre. Non deve, come si dice, stare sul pezzo. Capita quindi che, mentre l’Italia è nel caos, lui sia in Russia a suonare con la sua band.

Martedì era in tournée a Mosca e, in tempo reale, mentre si esibiva sul palco moscovita, le immagini del concertino scorrevano su Instagram. Dal Tesoro nessuno è riuscito a dire al telefono, al giornalista torinese Francesco Bonazzi, dove fosse Carbone. Si sottolineava solo che era “in ferie due giorni” per una vacanza “programmata da tempo”.

Così Carbone, regista del progetto NeaCo’, si barcamena tra numeri e pianola. Per lui la musica è una passione, la coltiva dai tempi del liceo. E il suo progetto musicale parte da un concetto di inclusività e tolleranza. Assistere allo spettacolo della sua band è come “fare un viaggio intorno al mondo per unire i popoli, far parlare culture che oggi tendono a isolarsi”. Questo il Carbone pensiero, da cogliere nell’intervista all’Adnkronos. Unico cruccio: avere cominciato tardi a suonare. Sarà per questo che adesso non perde occasione, neanche in piena epidemia e con una recessione imminente in arrivo.

luigi-carbone-9_h

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pin It on Pinterest