Lineapelle tra innovazione e sostenibilità

Ventimila visitatori attesi a Milano mercoledì prossimo: 50 aziende del distretto in fiera. Pelli, accessori, minuterie, produzioni che vivono da un lato all’altro del mondo: «La situazione in Cina non è ancora delineata, difficile quantificare gli eventuali problemi. Anche se è evidente che nelle prossime settimane cominceranno a emergere» sottolinea Sara Santori, presidente della sezione Accessori di Confindustria Centro Adriatico, che si muove tra presente, Lineapelle, e futuro, il peso che il coronavirus potrà avere sul mercato orientale.

«L’impatto non è chiaro, la riprova l’ho avuta dal riscontro con molti colleghi e fornitori che ho incontrato. Quindi credo che Lineapelle sarà un momento fondamentale per capire i possibili scenari a breve» aggiunge.

La fiera di Milano apre le porte il 19 febbraio, il giorno in cui si chiudono le esposizioni di scarpe e borse: «Siamo fiduciosi perché Lineapelle si inserisce in mezzo alle due settimane della moda: Micam, Mipel, Simac, Super, Lineapelle, White, Milano Fashion week e the One. Sono varie le ragioni per cui buyer ed espositori non mancheranno: 1250 aziende che espongono, presentando componenti di ogni pezzo della filiera del fashion: moda, lusso, design, automotive, che è in crescita; 20mila visitatori attesi per ammirare la merce di espositori da 40 Paesi e trovare di tutto, dagli accessori ai materiali più vari, il tutto tra innovazione e sostenibilità».

Intorno a Lineapelle ruota un universo di 50mila aziende, 1 milione di lavoratori e un giro d’affari di circa 150 miliardi di dollari all’anno. Le imprese del distretto fermano-maceratese in fiera saranno oltre 50. Non mancheranno le novità a Lineapelle, ne è sicura la presidente degli accessoristi: «C’è sempre più attenzione alla ricerca, che oggi ha un nuovo filo conduttore: la semplicità. Ovvero, un prodotto semplice ma fatto bene, con caratteristiche chiare, particolari. Quindi sostenibilità da un lato e dall’altro la tecnologia che garantisce performance. In mezzo lo stile, con i colori e con pelli di ogni tipo».

Il mondo degli accessoristi rappresenta il metronomo del mercato della moda. «Viviamo anche noi la crisi del distretto calzaturiero. Sono sempre di più le imprese che hanno per questo puntato sul terzismo per firme o piccoli marchi legati alle grandi produzioni. Va detto che i volumi delle firme  sono un po’ calati, non dimentichiamo che i cinesi sono importanti acquirenti del lusso nelle boutique di Milano, ma vi assicuro che in questa fase di contrazione dei consumi, i brand vanno sempre più in cerca di qualità e di capacità di rispondere agli ordini, fattori in cui noi siamo molto bravi».

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