Ricolfi striglia il centro-destra: svegliatevi dal sonno, sono passati 30 anni

Luca Ricolfi oggi sul Messaggero striglia il centro-destra. La sua analisi nell’editoriale del giornale romano parte dal presupposto che ultimamente a sinistra qualcuno ha fatto mea culpa mentre l’area liberal riformista dorme di un sonno profondo. «L’ex dirigente comunista Emanuele Macaluso lamentava l’imperscrutabilità della linea del Pd sulle questioni cruciali del Paese, a partire da quella dei migranti» la penna di Ricolfi, che prova a dirigere l’attenzione a destra, in quell’area «che chiamerò liberal-riformista -dice – vogliamo renderci conto che abbiamo fallito?» domanda a tutta quella cultura che era stata egemone in Italia negli anni ’90, oggi «completamente auto-prosciugata». Il professore ricorda le analisi di 30 anni fa sui mali dell’Italia. Le riforme già allora ritenute necessarie per il Paese: Riduzione del debito pubblico, contenimento della spesa pensionistica, reddito minimo, politiche attive sul lavoro, efficientamento della spesa sanitaria, più meritocrazia e meno privilegi, federalismo fiscale, riforma della giustizia civile e penale, meno burocrazia. Dice Ricolfi che già allora c’era una fiducia smisurata nell’Europa, che non lo aveva mai convinto (condivido, non aveva mai convinto nemmeno me). In tutto questo – il centro-destra non ha mai nemmeno provato ad attuare la rivoluzione liberale promessa – l’amara considerazione.

Luca Ricolfi

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