Coronavirus, quarantuno milioni di persone bloccate nelle città


Coronavirus. Quarantuno milioni di persone bloccate nelle città. In allerta anche il servizio sanitario regionale che però cerca di tranquillizzare – nessun caso sospetto, pronti ad affrontare eventuali emergenze.

E così dopo il presunto caso di infezione dal nuovo virus a Parma con la paziente ricoverata nel reparto di malattie infettive dell’Ospedale Maggiore, ora in buone condizione di salute, paura anche nelle Marche dove è scattato l’allarme quando, questa mattina, all’ospedale di Macerata si è sospettato un primo caso di infezione. Una donna cinese tornata dalla zona a rischio presentava i classici sintomi delle sindromi simil-influenzali: febbre, tosse e mal di gola.​ Nelle Marche il servizio sanitario regionale si dice pronto ad affrontare la eventuale presenza di casi sospetti di infezione. Studiate a Macerata le condizioni di salute di due persone recentemente rientrate dalla Cina che hanno manifestato sintomi respiratori meritevoli di approfondimento. Al momento nessuna delle due sembra rientrare nella definizione di “caso sospetto” secondo le indicazioni che il Ministero della Salute ha recentemente emanato il 22 gennaio. Come di consueto, quando deve essere pianificata la risposta di sistema a tematiche di sanità pubblica di interesse regionale, è stato allertato il Gores, Gruppo operativo regionale emergenze sanitarie, con la finalità di approfondire la situazione, valutare le procedure e dare indicazioni e raccomandazioni per organizzare al meglio la eventuale risposta del servizio sanitario regionale.

Intanto nuovi casi sono stati accertati in Giappone e Corea. Il ministero della Salute giapponese ha confermato il secondo caso di contagio nel Paese. Si tratta di un uomo di 40 anni di nazionalità cinese arrivato la scorsa domenica a Tokyo dalla città di Wuhan, l’epicentro dove si è generato il virus 2019-nCoV. L’uomo – che aveva visitato un centro ospedaliero in Cina in due occasioni per poi essere dimesso prima di partire per il Giappone, è stato trasferito dall’ospedale di Tokyo, a cui si era rivolto mercoledì, all’Istituto nazionale delle malattie infettive.

Il primo caso in Giappone risaliva al 15 gennaio, e riguardava un uomo cinese di 30 anni, in visita di recente alla città di Wuhan.  Le autorità sanitarie della Corea del sud hanno invece detto che un sudcoreano di 55 anni, rientrato nel Paese dopo un viaggio di lavoro nella città di Wuhan, in Cina, ha contratto il virus. Nelle Marche i sintomi sono su due persone ma a Macerata sono già state studiate le condizioni di salute delle due persone recentemente rientrate dalla Cina che hanno manifestato sintomi respiratori meritevoli di approfondimento. Ci sono 26 morti in Cina, 897 casi accertati di contagio del nuovo virus nCOV-2019. 

Caso sospetto a Bordeaux in Francia. Lo riferisce l’ong francese Sos Medecins, citato da Le Figaro. Seconda persona infettata negli Usa. Le autorità sanitarie americane hanno confermato il secondo caso negli Stati Uniti. Si tratta di una donna di Chicago tornata dalla città di Wuhan, dove si trova il focolaio dell’infezione. Le persone tenute attualmente sotto controllo negli Usa sono 63. Cinque casi sospetti in Messico. Stop alla vendita tour turistici. La Cina «ha ordinato a tutte le agenzie di viaggio di interrompere la vendita di tour interni e internazionali» per fronteggiare l’epidemia. Chiusa la Grande Muraglia. Le autorità cinesi hanno disposto la chiusura di alcuni tratti per limitare la diffusione. Lo riporta il sito Beijinger, precisando che è stato interrotto l’accesso al tratto di Juyongguan e alle Tombe Ming.

foto del Corriere Adriatico del 24 gennaio 2020

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