Domenica al voto regionale-politico in Emilia Romagna, Bonaccini confida sul voto disgiunto

Come si vota: sì al voto disgiunto, doppia preferenza di genere, croce solo sulla lista solo sul nome del candidato presidente o su tutti e due, soglia di sbarramento al 3% per le liste singole (ma possono entrare in consiglio anche le liste sotto questa soglia, purché il candidato presidente collegato abbia superato il 5%).

Il sistema di voto in Emilia Romagna, chiamata il 26 gennaio, dalle 7 alle 23 (lo spoglio inizia alle 23.01), all’elezione del nuovo presidente della Regione e del consiglio regionale garantisce all’elettore quattro opzioni, ognuna con effetto diverso. Un sistema che ha anche un ruolo determinante nella strategia dei candidati.

Come in altre Regioni la votazione avviene su un’unica scheda che riporta nome e cognome dei candidati alla carica di presidente e i contrassegni delle liste  che lo appoggiano, affiancati da due righe per esprimere l’eventuale voto di preferenza.

Si può votare per il candidato presidente. In questo caso, il voto non si estende alla singola lista collegata o alla coalizione di liste collegate.

Si può votare per un candidato presidente e per una lista, tracciando un segno sul nome del candidato presidente e un segno sul simbolo della lista collegata (o una sola delle più liste collegate).

Nel caso in cui l’elettore esprima un voto solo a favore di una lista, questo si intende espresso anche a favore del candidato alla carica di presidente della Regione con la stessa collegato.

Il sistema elettorale in Emilia Romagna consente anche di votare per un candidato governatore e per una lista che appoggia un altro candidato governatore: si tratta del cosiddetto voto disgiunto, ideato per “costringere” i partiti a scegliere un candidato presidente di alto profilo, in grado di strappare consensi anche alle liste avversarie. Una strategia, quest’ultima, ha cui ha fatto chiaro appello il governatore uscente Stefano Bonaccini (Pd), sperando di intercettare i voti anche del centrodestra e del M5S. Anche perché saranno i consensi finali presi dal candidato governatore a garantire il premio di maggioranza alla coalizione che lo sostiene.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pin It on Pinterest